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Termini e condizioni

Benvenuto nel sito ufficiale della Parrocchia di San Michele Arcangelo in Monte Porzio (Pesaro e Urbino)
Omelia Mons. Antonio Riboldi PDF Stampa E-mail
Omelia del giorno 30 gennaio 2011      IV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Il segreto della felicità: le BEATITUDINI

Ci sono parole di Gesù, che sono rimaste e rimangono nella mente di tutti, a partire da chi ha fede, come 'una traccia di Dio e del Suo pensiero', che va oltre le idee o i disegni degli uomini, che normalmente sono di breve durata e non possono essere la nostra vera storia...

Quelle di Gesù sono le risposte che l'uomo, nel profondo del suo essere, cerca, quando si fa condurre per mano dalla sete di verità e di felicità.

Sono parole, quelle del Maestro, simili ad un eterno arcobaleno, che non sai se parta dalla terra o dal cielo, ma sai che li unisce, infondendo serenità. Ben diverso dai 'fuochi d'artificio' che bucano per un istante il cielo con una luce abbagliante, per poi lasciarti subito e nuovamente nel buio delle illusioni.

Si è scritto tanto sulle Beatitudini, che Gesù lasciò come 'codice' infallibile della felicità e santità, e come 'sentiero' dei passi di vita di chi crede e anche,.... se ha buona volontà, di chi dice di non credere!

L'uomo è plasmato da Chi, per sua natura, è Beato: Dio. Lui è tutto e lo è sommamente: la più grande ed inimmaginabile ricchezza di cuore che si possa immaginare; l'Amore più grande che si possa ricevere; la Dolcezza e la Pace e la Misericordia, che tutti vorremmo avvolgesse i passi della nostra vita. Non può quindi l'uomo non sentire
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Hanoi festeggia il Natale con una serie di attacchi contro i cristiani PDF Stampa E-mail

 di Joseph Dang

Hanoi - 28 dicembre 2010

Fedeli bastonati e arrestati, suore minacciate. Sono i più recenti episodi di una campagna che ha visto un vescovo impedito a celebrare la messa natalizia, incursioni contro una chiesa e una ripresa di attività dei cattolici "patriottici".

Con una serie di attacchi contro i cristiani, le autorità vietnamite hanno pesantemente interferito nelle celebrazioni del Natale. A Hanoi, il 19, circa duemila protestanti avevano in programma una celebrazione nel National Convention Centre, nel distretto di Tu Liem, preso in affitto per l'occasione. Ma all'ultimo momento i responsabili della struttura, statale, l'hanno negata.

Profondamente delusi nel vedere le porte chiuse e centinaia di attivisti in borghese che li temevano lontano, i cristiani si sono messi a pregare e cantare nella piazza antistante l'edificio. La polizia, chiamata a rinforzo, ha cominciato a picchiarli (nella foto), usando anche bastoni elettrici. Sei persone, compreso il reverendo Nguyen Huu Bao, che avrebbe dovuto guidare l'incontro, sono state arrestate.

Eventi simili sono accaduti a Thanh Hoa, Nghe An e Da Nang.

L'atteggiamento delle autorità verso i cristiani trova conferma sia in una serie di incursioni contro la chiesa di Nostra Signora del perpetuo soccorso di Ho Chi Minh City, tenuta dai redentoristi sia in altri attacchi contro gli stessi religiosi, compresa la distruzione del monastero di Dalat.

L'attacco a un altro monastero è stato denunciato da suor Philippe Dinh Thi Nhung, superiora provinciale delle Suore della provvidenza di Portieux. In una lettera datata 21 dicembre, la religiosa scrive che fin dal 25 giugno 1976 "il governo 'prese in prestito' coercitivamente di parte del nostro monastero di Soc Trang City". "Recentemente, per la salute delle nostre suore, avevamo bisogno di restaurare la nostra casa. Abbiamo chiesto la restituzione del resto della casa,ma hanno rifiutato e hanno cominciato a minacciarci". La suora è in possesso dei documenti nei quali le autorità stabilisce la restituzione, se richiesta.

A questi avvenimenti vanno aggiunti altri fatti, come l'impedimento alla celebrazione della messa di Natale fatto a mons. Michael Hoang Duc Oanh, vescovo di Kontum, e la ripresa di iniziative da parte del "Comitato di Hanoi per la solidarietà dei cattolici". Il 21 dicembre, il vicepresidente dei filogovernativi cattolici "patriottici", Pham Huy Thong, in una conferenza che ha trovato spazio sulla stampa governativa ha annunciato per il 2011 la campagna "Ogni cattolico della capitale è un buon cittadino". La frase è stata rivolta il 27 giugno 2009 dal Papa ai vescovi vietnamiti. Tolta dal contesto, viene usata dai media statali e dai "patriottici" con l'obiettivo di arrivare alla piena sottomissione dei cattolici alla volontà delle autorità civili.

A giudizio di padre Pascal Nguyen Ngoc Tinh, biblista di Ho Chi Minh City, quanto sta accadendo in Vietnam, sulla scia dell'atteggiamento dell'ottava Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi, indica che Hanoi sta mettendo in opera una strategia mirante a trasformare il cattolicesimo vietnamita in una "religione di feste e rituali", "una decorazione per l'autopromozione del regime", per nasconderne l'impegno per i diritti umani.

 

 
Assoluzione del missionario Padre Bartolini e del direttore di Radio Oriente PDF Stampa E-mail
29 dicembre 2010

La Conferenza Episcopale Peruviana informa che il tribunale dell'Alto Amazonas ha assolto padre Mario Bartolini, sacerdote passionista italiano, parroco nella località di Barranquita. Insieme a lui anche il giornalista Giovanni Acate, del Vicariato Apostolico di Yurimaguas, è stato assolto dal Tribunale di primo livello dell'Alto Amazonas, a seguito del procedimento giudiziario intrapreso nei loro confronti per gli atti di violenza avvenuti a Bagua, nel giugno 2009. La sentenza è stata letta il 21 dicembre, firmata dal giudice Julio Cesar Aquino Medina, giudice del tribunale di primo livello dell'Alto Amazonas, a Yurimaguas. Il missionario era stato accusato del reato di "attentato contro il trasporto collettivo o di comunicazione, e atti contro lo Stato", durante i fatti di sangue verificatisi a Bagua.

Padre Bartolini, secondo la nota inviata dalla Conferenza Episcopale all'Agenzia Fides, ha trascorso 35 anni in diverse missioni lungo il fiume Marañón e San Martín a Barranquita, nella foresta peruviana, ed è particolarmente noto per il suo sostegno alle comunità e alle popolazioni indigene. Negli ultimi anni ha sostenuto le comunità indigene nella difesa del loro territorio contro i tentativi di espropriazione. All'uscita dal palazzo di giustizia, Padre Bartolini ha mostrato la sua gioia per l'assoluzione. La Commissione Episcopale per l'Azione Sociale accoglie con favore l'assoluzione di padre Mario Bartolini, Pastore di Barranquita, e di Giovanni Acate, direttore di Radio Oriente, una delle opere del Vicariato Apostolico di Yurimaguas. (CE) 
 
"La guerra dentro". Sindrome del ritorno PDF Stampa E-mail
di Ranieri Salvadorini
Repubblica - 29 dicembre 2010  

Così si curano i soldati "distrutti"       

La PTSD (Post Trasumatic Stress Disorder) riguarda molti militari che hanno affrontato le atrocità del conflitto e non riescono a uscirne per reinsersi nella società. Un centro di Amsterdam sta diventando un buon esempio a livello mondiale.    

Intervenire in un "teatro di guerra" è traumatico in sè e al ritorno il trauma può continuare nella mente dei soldati. "Un effetto fisiologico a questo lavoro, per questo è importante parlarne": la pensano così in Olanda, uno dei primi paesi occidentali ad aver aperto un dibattito molto acceso sul PTSD, "la guerra dentro". E i risultati ci sono.  

"La guerra dentro".

Incubi frequenti, insonnia, soglia dell'aggressività sempre al limite, comportamenti violenti e autodistruttivi. Sono i primi sintomi di un disturbo successivo a un'esperienza traumatica, e quella della guerra lo è per eccellenza. E' la Sindrome da Stress Post Traumatico, meglio conosciuta con l'acronimo inglese PTSD (Post Traumatic Stress Disorder), che può prendere strade diverse: può essere compresa e riassorbita; trasformarsi in depressione o nell'incapacità di tornare alla vita civile; esplodere in rabbia omicida verso la compagna, un familiare, il primo che passa o verso se stessi (secondo molti esperti la stima dei reduci americani che si suicidarono dopo il Vietnam - oltre 60.000 - superò quella dei morti in guerra - 58.000).

PTSD, un po' di dati.

Negli Stati Uniti, che hanno sistemi di monitoraggio sofisticati, i militari colpiti dalla sindrome hanno raggiunto la quota del 40%. In Gran Bretagna, dove lo screening del fenomeno è carente, a parlare è la cronaca: nel 2009 quasi il
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Quegli occhi chiusi di fronte alla violenza PDF Stampa E-mail

di Giulio Albanese

Avvenire - 28 dicembre 2010

Lo scandalo delle violenze a sfondo religioso, perpetrate in questi giorni nella cosiddetta 'Middle Belt' nigeriana, ha turbato notevolmente le coscienze in Africa come nel resto del mondo. Ancora una volta, infatti, è tornato a scorrere in quella terra sangue innocente, proprio nel periodo natalizio, in cui il messaggio della pace, scandito a chiare lettere da Benedetto XVI in occasione della tradizionale benedizione Urbi et Orbi, avrebbe dovuto prendere il sopravvento sull'ottusità umana. Si tratta di un fenomeno inquietante, che non può trovare alcuna giustificazione, ma che è anche sintomatico del malessere che attraversa vasti settori della società locale.

Se da una parte il governo centrale di Abuja non è stato capace, in più circostanze, di difendere la libertà religiosa, peraltro sancita solennemente nella decima sezione del dettato costituzionale nigeriano, dall'altra il Paese continua a essere teatro di scontri tra opposte oligarchie che strumentalizzano la religione per affermare i propri interessi. E a cadere nella rete dell'inganno sono i ceti meno abbienti, che costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione, tutta gente che vive di stenti nelle immense baraccopoli delle grandi città o nelle zone rurali. A questo punto il timore è che gli scontri dello scorso fine settimana, che sono costati la vita a parecchie decine di persone tra cui un sacerdote, finiscano con il lievitare ulteriormente in vista delle imminenti elezioni presidenziali, alimentate soprattutto dai politici delle opposte fazioni. Tensioni radicate peraltro in decenni di risentimenti acuiti da una corruzione dilagante, aggravata a dismisura dai rilevanti interessi stranieri, legati soprattutto al business del petrolio

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Il servizio civile avrà futuro? PDF Stampa E-mail
Unimondo -  29 dicembre 2010

Riunirsi intorno ad un tavolo per trovare una mediazione sulla riforma del servizio civile e portare il dibattito in Parlamento, perchè una legge venga votata presto e si trovi nuova linfa. È l'appello della Cnesc (Conferenza nazionale degli enti di servizio civile) che con lo slogan “Basta schiaffi ai giovani, diamo un futuro al servizio civile nazionale” sul quale si sono trovati d'accordo tutti firmatari di una proposte di legge sul servizio civile nazionale quando hanno consegnato 23.000 firme al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un giorno che non è stato scelto a caso, essendo l’anniversario dell’approvazione della prima legge sul servizio civile nel lontano 1972.

L’iniziativa è stata un’occasione per accendere i riflettori sul rischio, tutt’altro che lontano, che si cancelli una storia trentennale. La Cnesc chiede “un intervento urgente ed autorevole per impedire che si possa togliere ai giovani un’occasione straordinaria di crescere nella loro responsabilità civica e di disporre di una palestra di cittadinanza attiva, oltre che di svolgere un servizio al Paese ancor più necessario nell’attuale crisi economica”.

“Già gli anni scorsi avevamo assistito ad una riduzione significativa dell’impegno economico del Governo in favore del Servizio Civile - ha spiegato Sergio Marelli de la Focsiv (Federazione di organismi cristiani per il servizio

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La libertà religiosa è la via della pace anche per l'India PDF Stampa E-mail

 di Card. Oswald Gracias

Mumbai - 30 dicembre 2010

L'arcivescovo di Mumbai offre una sua riflessione sul Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace. Egli chiede che i leader spirituali indiani promuovano tolleranza e pace verso gli altri credenti. "E' estremamente penoso vedere che la libertà religiosa è negata in particolare nel nostro continente, che è la culla delle grandi religioni del mondo".

Il cardinal Oswald Gracias è arcivescovo di Mumbai, e presidente della Conferenza Episcopale indiana. Ecco una sua riflessione sul tema della libertà religiosa, in India, in Asia e nel mondo, prendendo spunto dal Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace 2011, che sarà celebrata il 1° gennaio (cfr.: Giornata della Pace 2011: Libertà religiosa, via della pace)

"In tutte le mie diverse esperienze attraverso l'India, in 40 anni di sacerdozio, posso dire che la libertà religiosa era data per scontata. E' negli ultimi 20 anni che la libertà religiosa è stata messa sotto accusa, e pressione, da parte di varie fazioni in India. In questi ultimi 20 anni, purtroppo, la religione è diventata motivo di gradne divisione nella nostra società. Questo è tragico, perché la religione può essere una forza potente per la coesione, la tolleranza e la crescita dell'amore, della pace e del rispetto, oltre che della solidarietà. Tristemente tuttavia nella storia recente dell'India  la religione è divenuta pretesto per divisione, intolleranza, ostilità e violenza. Per questo motivo il messaggio del Santo Padre per la Giornata mondiale della Pace è di fondamentale importanza per la pace nel

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L'inflazione in Cina causerà il collasso del regime PDF Stampa E-mail

di Wei Jingsheng

Washington - 30 dicembre 2010

Per arricchire poche persone, il governo comunista mantiene la maggior parte della popolazione nella povertà. Se vuole veramente il benessere del proprio popolo, Pechino deve permettere la rivalutazione dello yuan e deve aprire il mercato interno all'Occidente.

L'inflazione che sta colpendo in questo periodo la Cina, causa di tante proteste sociali, è diversa da tutte le altre che si sono mai verificate nel Paese: essa nasce e si spiega semplicemente con l'avidità di una minoranza di persone, che sfrutta il lavoro a basso costo e l'autoritarismo del regime per arricchirsi.

Wei Jingsheng, attivista democratico e autore del Muro della democrazia, spiega perché il governo cinese sta giocando con il fuoco in questa fase critica del proprio sviluppo: soltanto i governi democratici, dice, "possono gestire con successo una trasformazione economica simile a quella che vive la Cina contemporanea".

L'economia cinese è spesso colpita da inflazioni eccessive. Ma ogni inflazione non è proprio identica alle altre. Quella che ha colpito il Paese durante l'era di Mao Zedong era dovuta a una mancanza di beni causata dalla pianificazione economica. Gli esperti la chiamano "economica di ribasso". Ma anche dopo le riforme economiche degli anni Ottanta, l'inflazione è emersa con forza. Al momento la recente inflazione dovuta all'aumento valutario ha assunto intensità

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Il fronte rovesciato PDF Stampa E-mail

 di Salvatore Mazza   Avvenire - 2 gennaio 2010

Mai abusare del nome di Dio

La strage di Alessandria d'Egitto gonfia il fiume di sangue alimentato dall'odio contro i cristiani nell'anno appena trascorso. Segnando l'inizio del 2011 con lo stesso, implacabile cinismo di un tiro al bersaglio condotto sotto gli occhi distratti e indifferenti dei grandi del mondo. Colpi veri, confusi coi milioni di falsi che nelle stesse ore salutavano l'arrivo del nuovo anno, quasi ad aumentare la distanza tra la realtà di una tragedia che pare ormai infinita e la finzione di chi si ostina a non vedere. Troppi brindano all'anno che viene senza far caso alle macchioline di sangue schizzate anche sui loro bicchieri. Che sia un anno felice. Non lo sarà per tutti. Natale e Capodanno non hanno rallentato gli assassini. Con asciutto realismo, si potrebbe dire che hanno solo facilitato loro il compito, lasciando l'imbarazzo della scelta tra migliaia di bersagli inermi. E nel contrasto raggelante tra la tragedia e la festa, si raggrumano i due "estremi negativi" della sfida "drammaticamente urgente" della libertà religiosa, così come Benedetto XVI ce l'ha riproposta nella Giornata Mondiale per la pace: da una parte il fondamentalismo, che la religione vorrebbe imporla con la forza, dall'altra il laicismo, che al contrario vorrebbe "in modo spesso subdolo" emarginarla, e ridurla a fatto privato e minimale. Avrebbe potuto essere facile, e perfino 'produttivo' - nel senso attribuito a questo termine dalle moderne leggi del marketing - sfruttare opportunisticamente le ripetute uccisioni dei cristiani. Insistere solo e soltanto sul dato di un cristianesimo assediato e mistificato, continuamente minacciato da un odio tanto più feroce quanto più incapace di svuotare le Chiese perseguitate e di tappare le bocche ai pastori. Cristianofobia, l'hanno chiamata: termine entrato proprio alla vigilia di Natale anche nel lessico di Papa Ratzinger.

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Il Papa all'Angelus: Violenze e persecuzioni contro i Cristiani PDF Stampa E-mail
Città del Vaticano - 27 dicembre 2010

"Il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo"

 

Domenica 26 dicembre, festa della Santa Famiglia, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro. "Gesù è nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l'amore di Maria e di Giuseppe gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati - ha detto il Papa nel suo discorso -. Di questo hanno bisogno i bambini: dell'amore del padre e della madre. E' questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita, permette la scoperta del senso della vita".

Dopo aver recitato la preghiera mariana, Benedetto XVI ha rivolto la seguente esortazione a pregare perché il Signore conceda all'umanità inquieta il dono della riconciliazione e della pace: "In questo tempo del Santo Natale, il desiderio e l'invocazione del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo. Ho appreso con grande tristezza l'attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale, come pure l'attacco a chiese cristiane in Nigeria. La terra si è macchiata ancora di sangue in altre parti del mondo come in Pakistan. Desidero esprimere il mio sentito cordoglio per le vittime di queste assurde violenze, e ripeto ancora una volta l'appello ad abbandonare la via dell'odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità. In questo giorno in cui celebriamo la Santa Famiglia, che visse la drammatica esperienza di dover fuggire in Egitto per la furia omicida di Erode, ricordiamo anche tutti coloro - in particolare le famiglie - che sono costretti adabbandonare le proprie case a causa della guerra, della violenza e dell'intolleranza. Vi invito, quindi, ad unirvi a me nella preghiera per chiedere con forza al Signore che tocchi il cuore degli uomini e porti speranza, riconciliazione e pace". (SL)

 

 
La Chiesa celebra il Natale coi più poveri PDF Stampa E-mail

 di J.B. Vu

VIETNAM

Hanoi - 23 dicembre 2010

Diversi eventi sono stati organizzati in tutto il Paese per portare lo spirito natalizio tra le persone in difficoltà. Sacerdoti, suore, seminaristi e volontari hanno distribuito doni ai malati di Hiv/Aids, bambini orfani, anziani soli, poveri, disabili e lebbrosi. L'arcivescovo di Hanoi ai cattolici: "con il vostro esempio risvegliate la coscienza della società".

 La Caritas e la Chiesa vietnamita hanno deciso di celebrare il Natale di quest'anno coi più poveri del Vietnam, organizzando in tutto il Paese eventi e feste. Nella cattedrale di Hanoi oltre mille persone - tra bambini di strada, anziani, malati di Hiv/Aids e poveri - hanno partecipato ieri alla messa per celebrare la nascita i Gesù. Dopo la funzione, alcuni gruppi hanno ricevuto regali di Natale da sacerdoti, suore, seminaristi e volontari che hanno lavorato e vissuto con loro nell'ultimo periodo.

Mons. Nguyen Van Nhon, arcivescovo di Hanoi, ha espresso parole di speranza con i volontari: "La vostra presenza ci ricorda che non bisogna perdere tempo. E che dobbiamo fare il nostro dovere e vivere secondo la nostra missione. Voi siete stati coraggiosi nell'accettare una vita dura, che ci rende persone appassionate ed entusiaste. Se talvolta vi sentite tristi, delusi perché pensate di non fare nulla, dovete invece essere fieri e pensare che con il vostro esempio

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Bartolomeo I: continueremo a dialogare con il Papa e con l'Islam PDF Stampa E-mail

di NAT da Polis

Istanbul - 21 dicembre 2010

Il Patriarca ecumenico difende la scelta del dialogo con i cattolici, gli ebrei e i musulmani nonostante le critiche avanzate da alcuni settori ortodossi tradizionalisti. Ecologia: "L'ambiente, la natura, sono creazione di Dio e non appartengono solo a noi che viviamo oggi nel 2010. Appartengono a tutte le generazioni future".

Alla vigilia delle festività natalizie, Bartolomeo I ha pronunciato un importante discorso di fronte a un pubblico particolarmente qualificato del mondo ortodosso, difendendo la scelta del dialogo interreligioso da parte del Patriarcato ecumenico. "Noi insisteremo nel dialogo, malgrado le critiche che subiamo" ha detto. "Esiste un certo fondamentalismo religioso, un fenomeno purtroppo tragico, che si trova sia tra ortodossi e cattolici che tra musulmani ed ebrei. Sono persone che pensano di  aver soltanto loro diritto di esistenza sulla terra, quasi come se dovessero solo loro dominare su questo nostro pianeta secondo l'Antico Testamento. E secondo loro non c'è posto per nessun altro, e sono di conseguenza contrari a qualsiasi dialogo".

Il patriarca ha continuato: "Subiamo critiche e attacchi perché  intratteniamo dei  rapporti con il Papa (perché siamo convinti sostenitori del dialogo ecumenico tra ortodossi e cattolici), con l'islam e con il mondo ebraico. Ma noi continueremo ad andare avanti per la nostra strada, secondo la via tracciata dai  nostri predecessori, ben consci del nostro operato e indipendentemente delle critiche di cui siamo oggetto. Questi settori caratterizzati da posizioni estremiste si trovano dappertutto. E' naturale dunque  che subiamo le loro critiche, secondo i loro dettami ideologici,  tutti noi che cerchiamo  di avere orizzonti aperti ed una visione teologica delle cose. Perche vogliamo la pacifica

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Anche la Bolivia riconosce la Palestina come Stato indipendente. Panico in Israele PDF Stampa E-mail

 di Joshua Lapide

Gerusalemme - 23 dicembre 2010

Lo hanno già fatto Brasile, Argentina e Venezuela. L'Uruguay riconoscerà la Palestina nel 2011; in Cile se ne discute. Il riconoscimento "unilaterale" è sconsigliato dagli Stati Uniti. Dubbiosa la Ue. Israele ha chiesto a tutti i suoi ambasciatori di opporsi in tutto il mondo a simili iniziative.

 

Nella tarda serata di ieri, il presidente Evo Morales ha annunciato che la Bolivia riconosce formalmente lo Stato palestinese all'interno del confini del 1967. Morales ha detto pure che in questi giorni scriverà a Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità palestinese, per informarlo di questa decisione.

Nelle scorse settimane Brasile e Argentina hanno riconosciuto lo Stato palestinese; lo stesso ha fatto il Venezuela; l'Uruguay ha annunciato che lo farà entro il prossimo anno. Un gruppo di parlamentari cileni sta spingendo perché il riconoscimento avvenga anche da parte del Cile, dove vive una comunità palestinese di oltre 300 mila persone.

Secondo i presidenti di questi Stati, il riconoscimento della Palestina sarà di aiuto per ricercare una coesistenza pacifica con gli israeliani. In più, questi passi diplomatici rappresentano una scossa perché il dialogo fra le due parti,

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Natale a Betlemme : bandita la croce dai souvenir PDF Stampa E-mail
Betlemme - 21 dicembre 2010

Per timore del fondamentalismo islamico, laboratori tessili di Hebron e Gerusalemme producono e vendono magliette e altri oggetti raffiguranti la chiesa della Natività senza croce. Discriminazioni e crisi economica costringono i cristiani a fuggire dai territori palestinesi e da Israele. Il rischio è vedere in futuro una Terra Santa senza cristiani. Intervista a Samir Qumsieh, direttore della televisione cattolica Al-Mahed Nativity Tv Station di Betlemme.

Questo Natale a Betlemme la croce è stata bandita dai souvenir destinati a turisti e pellegrini in Terra Santa. Alcuni laboratori tessili di Gerusalemme ed Hebron hanno iniziato a stampare e vendere magliette che raffigurano la chiesa della Natività di Betlemme senza croce. Per la crescita del fondamentalismo islamico nei territori palestinesi, la croce è stata eliminata anche dalle t-shirt delle squadre di calcio. Intervistato da AsiaNews, Samir Qumsieh, giornalista e direttore della televisione cattolica Al-Mahed Nativity Tv Station di Betlemme, afferma :  " Voglio lanciare una campagna per invitare la gente a non comprare questi prodotti - afferma - perchè la rimozione della croce è una intimidazione nei confronti dei cristiani è come affermare che Gesù non è mai stato crocifisso ".

Come ogni anno migliaia fra autorità, fedeli e turisti provenienti da tutto il mondo affolleranno la notte del 24 dicembre la Chiesa della Natività di Betlemme per la messa di mezzanotte. Essa sarà celebrata dal patriarca latino di

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Benedetto XVI guarda al Sinodo per il Medio Oriente PDF Stampa E-mail
di Samir Khalil Samir

Roma - 21 dicembre 2010

Nel suo discorso alla Curia romana, il pontefice sottolinea la comunione con gli ortodossi, la ricchezza delle tradizioni orientali e l'urgenza di un rifiuto della violenza nelle tensioni del Medio oriente. Un commento dell'islamologo p. Samir

Ieri il papa ha presentato gli auguri natalizi ai Cardinali e ai membri della Curia romana. Il suo discorso ha abbracciato tre punti: Nel primo, il Santo Padre commenta la formula liturgica dell'Avvento "Excita, Domine, potentiam tuam, et veni" = Sveglia la tua potenza, Signore, e vieni! Il secondo punto tratta del Sinodo delle Chiese del Medio Oriente, che ha avuto luogo dal 10 al 24 ottobre. Il terzo tratta del suo viaggio in Gran Bretagna (16-19 settembre). Io vorrei fermarmi a commentare quanto il pontefice ha detto sul secondo punto.

La riflessione del Papa è divisa in due parti: la prima è incentrata sul suo viaggio a Cipro (4-6 giugno) per consegnare l'Instrumentum laboris del Sinodo ai Patriarchi e Vescovi; la secondo sul Sinodo stesso che ha avuto
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Si lotta contro la schiavitù PDF Stampa E-mail
di Emanuela Stella

... ma 9 leader abolizionisti finiscono in galera.

Repubblica - 22 dicembre 2010

Manifestavano contro la riduzione in schiavitù di due bambine di 9 e 13 anni. La leadership islamica è accusata di volere mantenere la schiavitù, ufficialmente abolita tre volte, nel 1905, nell’81 e nel 2007, quando è stata dichiarata reato penale punibile fino a 10 anni di carcere. Tuttavia è ancora largamente praticata soprattutto nelle zone rurali. L'impegno e i rischi di SOS Schiavi.    

Nove militanti di una organizzazione che si batte contro la schiavitù in Mauritania sono stati picchiati e arrestati a Nouakchott, capitale del paese, mentre manifestavano contro la riduzione in schiavitù di due bambine di 9 e 13 anni. Il Forum des Organisations Nationales de Droits Humains (Fonadh), che raccoglie 17 Ong tutte impegnate nella tutela dei diritti umani, ne ha chiesto l’immediato rilascio; tra gli arrestati c’e’ anche il presidente della Initiative de
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Padre Kizito è innocente PDF Stampa E-mail

Nigrizia - 21 dicembre 2010

Definitivamente archiviate dalla procura della repubblica di Nairobi le accuse di pedofilia a carico del missionario comboniano, direttore responsabile di Nigrizia. Una vicenda che si trascina dall’estate del 2009.

 

«Non c'è luogo a procedere a carico del sospettato». Queste le parole contenute in una lettera inviata il primo dicembre 2010 da Alice Ondieki, sostituto procuratore nell'ufficio del Procuratore Generale del Kenya. «Ulteriori indagini non hanno fornito alcuna prova sostanziale a sostegno dell'accusa». L'ufficio del Procuratore Generale invita quindi ad archiviare il fascicolo che conteneva le accuse di pedofilia a carico di Padre Kizito.

Il comboniano, padre Renato Kizito Sesana, dunque, è innocente anche secondo la giustizia kenyana.

A dare la notizia è Amani onlus, che collabora strettamente con padre Kizito. In un comunicato, Amani onlus sottolinea che «a rafforzare la conferma della piena innocenza di padre Kizito, nei successivi paragrafi dello stesso documento si afferma che i testimoni chiave e le presunte vittime hanno ritrattato le loro accuse. I ragazzi coinvolti hanno anche dichiarato di essere stati pagati per accusare Kizito. Il sostituto procuratore afferma ancora che la persona raffigurata nelle immagini che sono state diffuse non è padre Kizito. Non risulta chiaro chi abbia ottenuto il

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Gelmini, 5 milioni per tradurre il Talmud PDF Stampa E-mail

 di Enrico Piovesana

PeaceReporter - 22 dicembre 2010

Tra i tagli alla scuola e all'università, il ministro dell'Istruzione trova 5 milioni per finanziare, tramite il Cnr, la traduzione in italiano del testo sacro ebraico

Nel pomeriggio del 14 dicembre, il giorno della fiducia a Berlusconi, mentre Roma bruciava e gli studenti assediavano i palazzi della politica, la commissione Cultura del Senato approvava a maggioranza lo 'schema di decreto ministeriale recante ripartizione del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca, per l'anno 2010'.

Tra gli stanziamenti previsti da questo decreto a firma del ministro Mariastella Gelmini - che all'inizio di gennaio verrà sottoposto al parere della commissione Cultura della Camera - figurano ben 5 milioni di euro ''a sostegno del progetto pluriennale 'Talmud', che vede il Cnr collaborare con l'Unione delle comunità ebraiche italiane - Collegio rabbinico italiano (Ucei-Cri) per la traduzione integrale in lingua italiana, con commento e testo originale a fronte, del Talmud, opera fondamentale e testo esclusivo della cultura ebraica''.

Mentre con una mano la Gelmini cala la pesante scure dei tagli sulla scuola pubblica e sull'università, con l'altra mano dà dieci miliardi delle vecchie lire a un'équipe di trenta traduttori specializzati che lavoreranno per cinque anni alla traduzione italiana del testo sacro ebraico. Un lavoro monumentale, visto che il Talmud consta di seimila pagine divise in quaranta volumi. L'anziano rabbino di Gerusalemme, Adin Steinsaltz, ci ha messo cinquant'anni per tradurre in ebraico moderno il testo originale in aramaico.

Un lavoro certamente importante per la comunità ebraica italiana, che evidentemente sulla Gelmini esercita un'influenza ben maggiore di quella del mondo scolastico e accademico nazionale.
 
F35: la scomunica dei vescovi, Finmeccanica se la ride PDF Stampa E-mail

di Luciano Bertozzi

22 dicembre 2010

In Piemonte, dove si assemblano gli aerei più costosi della storia, i vescovi hanno espresso tutta la loro contrarietà all'operazione. Ma i bilanci del gruppo armiero italiano, che non soffre la crisi, s'ingrassano con quelle entrate. Continuano le vendite di armi a paesi belligeranti.

In terra novarese è un nervo scoperto che lacera anche il tessuto della comunità diocesana. Stiamo parlando dell'assemblaggio dell' F35, l'aereo più costoso della storia. L'Italia si è impegnata a comprarne 131 esemplari, per un importo di 15 miliardi di euro. Il loro assemblaggio avviene a Cameri, in provincia di Novara.

Un argomento che spacca il mondo cattolico. Il vescovo di Novara, mons. mons. Renato Corti, ha ribadito la sua contrarietà. Tra l'altro già espressa, in precedenza, anche da mons. Fernando Charrier vescovo di Alessandria. La Commissione diocesana "Giustizia e pace" di Novara il 1° gennaio del 2007 - come ci ricorda in una lettera, ricevuta da Nigrizia, don Mario Bandera della locale Commissione "Giustizia e pace" - aveva stilato una nota in cui, partendo dalle affermazioni del magistero, esprimeva la propria contrarietà al progetto della costruzione degli F35, che prevede un enorme sperpero di soldi pubblici, sottratti alle spese sociali, alla sanità e all'istruzione, settori

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Omelia Mons. Antonio Riboldi PDF Stampa E-mail
Omelia del giorno 23 Gennaio 2011

III Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Occorre cambiare mentalità, per seguire Gesù, Figlio di Dio

A trent'anni - così è nella tradizione - Gesù lascia alle spalle il lungo silenzio della sua vita nascosta, nell'umiltà della vita quotidiana, a Nazareth.
Una vita semplice la Sua, scandita dalle ore del lavoro e del riposo, come la viviamo tutti.
Una vita certamente intensa interiormente, tutta tesa a capire, accogliere e vivere la missione, che il Padre Gli aveva affidato. Lui, Gesù, era ed è il segno dell'Amore di Dio per noi e tra noi.
E Lui, con la sua vita, doveva iniziare la 'nuova creazione', dopo il disastro provocato dalla superbia dell'uomo, con il peccato originale.
La 'nuova creazione' era ridonare all'umanità, ad ogni uomo, la sua vera immagine 'a somiglianza di Dio' e riammetterlo nel Suo Regno.
Si ha come l'impressione che Gesù non avesse fretta - come accade invece sempre a noi - non `facesse nulla' per accelerare la novità del Regno.
Si lascia 'smuovere' nel momento in cui Giovanni Battista, l'ultimo profeta, mandato a preparare le vie del Signore - e questa volta a indicare la presenza del Messia - grida dal deserto la Sua venuta e, in preparazione ad essa, invita tutti - ieri e oggi - a cambiare mentalità e vita, senza eccezioni, Non era e non è possibile accogliere il Cristo, seguirLo con fedeltà, calcando piste che nulla hanno a che fare con Dio.
E Giovanni esprimeva questa volontà di cambiamento con un segno ricco di significati biblici: battesimo di penitenza
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Omelia Mons. Antonio Riboldi PDF Stampa E-mail
Omelia del giorno 16 Gennaio 2011

II Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Giovanni Battista presenta Gesù, che inizia la Sua missione

Vi è sempre stato - ed oggi si fa più intenso - il desiderio di conoscere più intimamente Gesù, più profondamente e personalmente. Basta incontrare i tanti che hanno, soprattutto oggi, una gran voglia, leggendo le Sacre Scritture, di andare oltre le parole, per cogliere Chi le ha pronunciate nel Vangelo: Gesù.

un desiderio intenso, che la dice lunga sul come Dio bussi alla nostra porta e voglia far parte della nostra vita, sapendo che senza di Lui si cala nel cuore una grande oscurità, si crea un vuoto incolmabile, che nessuno e nulla possono colmare.

Il cuore dell'uomo sembra proprio contenga la nostalgia del Padre – anche quando non ne è consapevole – e si sente come orfano senza il Suo Amore.

A volte, ingannati dalla nostra stessa ignoranza, crediamo che basti possedere tanto, in ogni senso, per poi alla fine accorgersi che quel 'tanto' è davvero nulla.

Dopo duemila anni di cattolicesimo, in cui tutta la civiltà occidentale, e direi mondiale, è stata immersa nel cristianesimo, tanto da dettare persino una forte espressività nell'arte, nella cultura, pensando alla fatica che ciascuno prova nel credere, si ha come l'impressione che Gesù sia appena nato, e quindi tutto da cercare.

Ma questo non è un'assurdità, ma il lato meraviglioso che dobbiamo conservare. In ogni tempo, ogni uomo deve prendere atto che nel suo cuore vi è la nostalgia della ragione per cui vive: ognuno deve scoprire – in prima persona - Chi lo ama sinceramente, Gesù, fino al punto da farsi come noi nel Natale e nella vita, fino alla morte in croce per noi.

Davvero questa ricerca è la grandezza mai sopita di ciascuno.

Ci si rende conto, se non si è totalmente dominati, come schiavi, dal consumismo e dal materialismo, che ci riduce a nulla, che la nostra immagine stessa non è vera se non riporta la Sua immagine, che il nostro volto perde ogni contorno, se non riflette il Suo Volto, anche se cerchiamo di donargli una bellezza artificiale.

La nostra gioia non può essere veramente tale, se non si attinge a piene mani nella Gioia, unica, di Dio; le nostre mani rimangono vuote di fatti autentici, se non diventano mani di Gesù, e il nostro cuore è un baratro spaventoso,
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