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Termini e condizioni

Benvenuto nel sito ufficiale della Parrocchia di San Michele Arcangelo in Monte Porzio (Pesaro e Urbino)
Omelia Mons. Antonio Riboldi PDF Stampa E-mail
Omelia del giorno 13 Maggio 2012 - VI Domenica di Pasqua (Anno B)

Ricordiamo Fatima

Sono davvero molti gli appuntamenti che Maria SS.ma ha avuto in tante parti del mondo, a cominciare da Lourdes e Fatima. Ogni occasione era, non solo per rassicurarci sulla sua vicinanza di Mamma, a cui Gesù ci aveva affidati, ma per suggerirci, proprio come fanno le mamme, la via della salvezza.

Il 13 maggio del 1917 tre bambini pascolavano un piccolo gregge nella Cova da Iria, frazione di Fatima. Si chiamavano Lucia (10 anni) e i suoi cugini Francesco e Giacinta (9 e 7 anni). Verso mezzogiorno, dopo aver recitato il Rosario, all'improvviso videro una grande luce; pensando che si trattasse di un lampo decisero di andarsene, ma ne sopraggiunse un altro e sopra un piccolo elce videro una “Signora più splendente del sole" dalle cui mani pendeva un rosario bianco. La Signora disse ai tre bambini che era necessario pregare molto e li invitò a tornare in quel luogo per cinque mesi consecutivi, il giorno 13 e a quella stessa ora. I bambini così fecero e nei giorni 13 di giugno, luglio, settembre e ottobre la Signora tornò ad apparire e a parlare con loro. Ad agosto l'apparizione ebbe luogo il 19 nelle vicinanze di Aljustrel, perché il giorno 13 i bambini furono "sequestrati" dal sindaco. Nell'ultima apparizione, il 13 ottobre, la Signora disse di essere “la Madonna del Rosario" e chiese
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Omelia del giorno 29 Aprile 2012 - IV Domenica di Pasqua (Anno B)

Io sono il Buon Pastore

C'era un tempo - e dovrebbe essere sempre - in cui si accentuava la figura del pastore, ossia di quanti Gesù chiama a continuare la Sua presenza tra gli uomini, conferendo loro la Grazia di continuare la Sua opera della salvezza, come Lui.

Ricordo che, da parroco, in Sicilia, si viveva questa giornata come la festa del parroco, buon pastore, ossia Gesù tra di noi. Era il giorno che sollecitava noi sacerdoti e pastori di anime, a chiederci se eravamo in linea con il nostro 'essere', con la nostra 'chiamata'.

Ma chi sono i pastori? Uomini che Gesù sceglie, sradica quasi da questo mondo, li afferra tutti per Sé, affidando loro i Suoi poteri.

Proviamo a volte tanta confusione, conoscendo di quali poteri siamo investiti e di quanta stima e fiducia siamo
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Omelia del giorno 22 Aprile 2012

III Domenica di Pasqua

Perché siete tristi?

Doveva davvero essere triste il cuore degli Apostoli, dopo la morte del Maestro. Avevano vissuto insieme, con quale animo è difficile immaginare. Avevano fatto un'esperienza unica con Gesù. Erano stati ammirati del suo parlare profetico, che prospettava una vita, il cui compimento era oltre questo pellegrinaggio terreno. Ma era per loro difficile, forse impossibile, anche solo pensare di poterlo rivedere Risorto. Non esisteva nessuna esperienza in proposito. Eppure, nello stesso tempo, era come se il loro cuore rifiutasse l'evidenza, 'sperando contro ogni speranza' che forse sarebbe accaduto davvero qualcosa che non era esperienza umana: la Resurrezione, appunto.

È lo stesso sentimento che proviamo noi, ogni volta pensiamo al nostro futuro.

Sappiamo che la nostra vita ha un termine qui, ma nello stesso tempo avvertiamo in noi 'un germe di eternità', la certezza, nella fede, che l'oggi è solo la vigilia di un domani senza fine.

Che senso del resto avrebbe la vita, se non avesse un domani?

È davvero vita quella che non ha prospettive nel futuro?

C'è in tutti noi - sperando che nessuno sia vittima del materialismo, tutto ingolfato nel qui, considerato come un effimero passaggio senza sbocco - la consapevolezza che la vita va al di là di questa nostra esperienza terrena, dove tutto è provvisorio, che si sbriciola giorno per giorno per fare strada alla vera Vita che non ha fine, come il seme che pare disintegrarsi, ma per lasciare spazio al germoglio che lui è.

Era il sentimento ambivalente che provavano gli Apostoli. Tristezza per il timore di essersi sbagliati e che tutto fosse finito, speranza che qualcosa di impensabile potesse accadere ... Gesù non aveva forse più volte parlato della Sua Resurrezione?

La Presenza di Gesù sulla terra era dovuta al grande amore del Padre, che voleva, tramite Suo Figlio, farci tornare al vero nostro essere, quello da Lui pensato, fin dall'origine del mondo: essere Suoi figli, tutti, ma proprio tutti, perché, anche se non ce ne accorgiamo, siamo a Lui cari come figli. Troppo spesso ci scordiamo della nostra origine divina. Prima che nascessimo nel seno di mamma, eravamo già esistenti nel Cuore di Dio, come veri figli, chiamati a stare con Lui e a partecipare del Suo Amore per l'eternità.

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L’ascolto della Parola all’interno della Chiesa. PDF Stampa E-mail

Leggere le Scritture nella liturgìa.

Gesù, il Verbo che legge le Scritture.

Una e una sola volta nei Vangeli Gesù legge le Scritture e quella sola volta lo fa in una liturgia. Nella sinagoga di Nazaret, in mezzo ai suoi fratelli riuniti in preghiera nel giorno dello shabbat, Gesù legge la profezia di Isaia e la commenta. Beata quell’assemblea perché è la sola ad aver ascoltato con i suoi orecchi “il Verbo”  leggere le Scritture!
Nel Vangelo di Luca 4,16-21 Gesù dà inizio al suo ministero di predicazione con quella lettura, cosicché il suo primo gesto pubblico è un gesto liturgico in una sinagoga leggendo le Scritture e non nel tempio offrendo un sacrificio. Apre la sua missione aprendo il rotolo della profezia e vi legge: «Lo Spirito del Signore è sopra di me» (Is 61,1), presentandosi come un profeta e manifestandosi come il Messia.
Ciò che accade nella liturgia sinagogale di Nazaret è l’istituzione della liturgia cristiana della Parola, allo stesso modo in cui ciò che accade nel cenacolo di Gerusalemme, nel corso dell’ultima cena, è l’istituzione della celebrazione eucaristica cristiana. Così la lettura cristiana delle Scritture e l’Eucaristia sono state da lui istituite a pari modo. A Nazaret il Verbo ha letto le Scritture e da quell’oggi (Lc 4,21) la lettura fatta da Gesù è diventata la maniera con la quale le comunità cristiane hanno letto le Scritture. Allo stesso modo con il quale Cristo ha letto, compreso e interpretato il passo di Isaia trovando in esso ciò che “di me sta scritto” (Sal 40,8), così i cristiani hanno letto, compreso e interpretato le Scritture di Israele, trovando ogni volta “nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi ciò che si riferiva a lui” (Lc 24,27.44).
A ben guardare, l’ammonimento “vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come ho fatto io” (Gv 13,15) concerne non solo la lavanda dei piedi compiuta da Gesù ai dodici, ma anche la lettura e l’interpretazione delle Scritture che Gesù risorto ha compiuto per i suoi discepoli quando “cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui” (Lc 24,27). Così il Concilio Vaticano II (Sacrosantun concilium 7) può confessare che “è Cristo che parla quando nella chiesa si legge la sacra Scrittura”.

Due racconti di “letture di testi biblici in contesto liturgico”.

Poniamo ora due racconti di letture di testi biblici in contesto liturgico in relazione con l’attuale liturgìa della Parola. I due racconti narrati nella Bibbia, dei quali il primo rimanda al secondo, sono:
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LA CHIESA PARROCCHIALE PDF Stampa E-mail
Il suo spazio liturgico per la celebrazione.
Il luogo dell’assemblea cristiana.

Con l’installazione del Fonte Battesimale e dell’Ambone o tribuna per le letture liturgiche e l’annuncio della Parola, finalmente è giunto a completamento il lavoro di ristrutturazione della nostra chiesa/pieve parrocchiale di San Michele Arcangelo. Dopo il felice restauro della cappella del SS.mo Crocifisso, erano stati compiuti i lavori di  ricostruzione dell’altar maggiore in pietra, sulla base del ritrovamento delle due colonnine e del paliotto centrale appartenenti all’antico altare, forse settecentesco. In più, si era proceduto alla ripulitura della cappella dell’Addolorata posizionamdo sulla parete destra l’Icona delle donne al sepolcro, opera di Ivan; alla levigatura, stuccatura e lucidatura completa del pavimento; alla tinteggiatura dell’edificio sacro e all’installazione dei lampadari sulle navate laterali, insieme alla rinnovata illuminazione del soffitto della navata centrale.
Ora, a completamento dello spazio celebrativo, si è giunti alla ricostruzione in pietra del fonte battesimale e
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Gli artisti e gli operai per la costruzione del Santuario. PDF Stampa E-mail
Un popolo sacerdotale in cammino.

Ci sono nel libro anticotestamentario dell’Esodo lunghi capitoli che alla luce del Nuovo Testamento sembrano inutili e senza senso. Ma è bene tenerli presenti perché sono all’origine della nostra coscienza di Chiesa, nuovo popolo sacerdotale in cammino.
Dal c. 25 al c. 31 ci sono le prescrizioni per la costruzione dell’arca e del santuario e per l’istituzione del sacerdozio. Poi, dopo il racconto del vitello d’oro e dell’Alleanza rinnovata con le nuove tavole della Legge (cc. 32-34), nei cc. 35-40 ogni cosa prescritta viene eseguita nel deserto del Sinai.
Fissiamo alcuni punti importanti:

1) Per la costruzione della Tenda-Santuario è coinvolto l’intero popolo, come si dice al c. 35 ai vv. 20.21.22.24.26 e ai vv. 30-35:
«Allora tutta la comunità degli Israeliti si riirò dalla presenza di Mosè.
Quanti erano di cuore generoso ed erano mossi dal loro spirito,
vennero a portare il contributo per il Signore,
per la costruzione della tenda del convegno, per tutti i suoi oggetti di culto e per le vesti sacre.
Vennero uomini e donne, quanti erano di cuore generoso…
e quanti volevano presentare un’offerta d’oro al Signore, la portarono…
Quanti potevano offrire un contributo in argento o bronzo o in legno di acacia,
lo portarono al Signore… Tutte le donne che erano di cuore generoso,
secondo la loro abilità, filarono il pelo di capra».

Agli artisti e agli operai del Santuario è dato un dono particolare:
«Mosè disse agli Israeliti:
“Vedete, il Signore ha chiamato per nome Besalèl, figlio di Urì, della tribù di Giuda.
L’ha riempito dello spirito di Dio,
perché egli abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro,
per ideare progetti da realizzare in oro, argento, bronzo, per intagliare le pietre da incastonare,
per scolpire il legno ed eseguire ogni sorta di lavoro artistico.
Gli ha anche messo nel cuore il dono di insegnare…
Li ha riempiti della sapienza di cuore per compiere ogni genere di lavoro».
Da notare l’importanza del cuore. Il cuore nella Bibbia è il centro della persona, il luogo delle decisioni. La Tenda-
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Saluto del parroco per la S.Pasqua PDF Stampa E-mail
Celebriamo la Veglia Pasquale. E’ da qui che siamo rinati alla vita in Cristo!

Carissime famiglie, vecchie e nuove,
della Comunità cristiana
che vive in Monte Porzio,

la nostra Comunità parrocchiale, insieme alla Diocesi senigalliese e a tutte le Chiese cristiane sparse nel mondo –dalla Palestina in Oriente all’Africa al Sud, alle Americhe e all’Australia con le isole sparse nel Pacifico, fino all’Occidente europeo e a Roma- da sempre, ma specialmente dal Concilio Vaticano II, ripone la sua più alta attenzione e cura alla preparazione e alla celebrazione della Liturgia della Veglia Pasquale “madre di tutte le liturgìe” in quanto da essa scaturisce il Mistero centrale della salvezza e l’ispirazione di ogni altra celebrazione festiva.

* Le quattro fasi liturgiche: della Luce, della Parola, dell’Acqua e dell’Eucaristia -celebrate con il popolo di Dio nei quattro siti: del sagrato e, all’interno dell’aula ecclesiale, dell’ambone, del battistero e dell’altare- con il loro vivace alternarsi legato da letture, da gesti e da canti anche emotivamente molto suggestivi, crea nei  presenti una sensazione palpabile della speranza cristiana che c’è in noi. Pur in un’epoca in cui diversi battezzati una volta “praticanti” sembrano aver abbandonato la frequentazione della Messa festiva, tuttavia le celebrazioni della Settimana Santa, che culminano nella Veglia Pasquale, riempiono la nostra chiesa di fedeli attenti e partecipi. Questo ci consola perché dà garanzia di un futuro di fede per la comunità cristiana, per le famiglie e per il mondo scoraggiato. La partecipazione al Triduo e alla Veglia Pasquale diventa momento indispensabile da vivere, da parte della comunità e del singolo, come momento di sosta per entrare nel mistero del Signore morto e Risorto e per fare il punto della propria vita sul mistero dell’agàpe, della Croce, della morte e risurrezione, alla luce del Cristo che, quale Servo, dona se stesso per l’umanità.
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Omelia Mons. Antonio Riboldi PDF Stampa E-mail
Omelia del giorno 30 gennaio 2011      IV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

Il segreto della felicità: le BEATITUDINI

Ci sono parole di Gesù, che sono rimaste e rimangono nella mente di tutti, a partire da chi ha fede, come 'una traccia di Dio e del Suo pensiero', che va oltre le idee o i disegni degli uomini, che normalmente sono di breve durata e non possono essere la nostra vera storia...

Quelle di Gesù sono le risposte che l'uomo, nel profondo del suo essere, cerca, quando si fa condurre per mano dalla sete di verità e di felicità.

Sono parole, quelle del Maestro, simili ad un eterno arcobaleno, che non sai se parta dalla terra o dal cielo, ma sai che li unisce, infondendo serenità. Ben diverso dai 'fuochi d'artificio' che bucano per un istante il cielo con una luce abbagliante, per poi lasciarti subito e nuovamente nel buio delle illusioni.

Si è scritto tanto sulle Beatitudini, che Gesù lasciò come 'codice' infallibile della felicità e santità, e come 'sentiero' dei passi di vita di chi crede e anche,.... se ha buona volontà, di chi dice di non credere!

L'uomo è plasmato da Chi, per sua natura, è Beato: Dio. Lui è tutto e lo è sommamente: la più grande ed inimmaginabile ricchezza di cuore che si possa immaginare; l'Amore più grande che si possa ricevere; la Dolcezza e la Pace e la Misericordia, che tutti vorremmo avvolgesse i passi della nostra vita. Non può quindi l'uomo non sentire
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Hanoi festeggia il Natale con una serie di attacchi contro i cristiani PDF Stampa E-mail

 di Joseph Dang

Hanoi - 28 dicembre 2010

Fedeli bastonati e arrestati, suore minacciate. Sono i più recenti episodi di una campagna che ha visto un vescovo impedito a celebrare la messa natalizia, incursioni contro una chiesa e una ripresa di attività dei cattolici "patriottici".

Con una serie di attacchi contro i cristiani, le autorità vietnamite hanno pesantemente interferito nelle celebrazioni del Natale. A Hanoi, il 19, circa duemila protestanti avevano in programma una celebrazione nel National Convention Centre, nel distretto di Tu Liem, preso in affitto per l'occasione. Ma all'ultimo momento i responsabili della struttura, statale, l'hanno negata.

Profondamente delusi nel vedere le porte chiuse e centinaia di attivisti in borghese che li temevano lontano, i cristiani si sono messi a pregare e cantare nella piazza antistante l'edificio. La polizia, chiamata a rinforzo, ha cominciato a picchiarli (nella foto), usando anche bastoni elettrici. Sei persone, compreso il reverendo Nguyen Huu Bao, che avrebbe dovuto guidare l'incontro, sono state arrestate.

Eventi simili sono accaduti a Thanh Hoa, Nghe An e Da Nang.

L'atteggiamento delle autorità verso i cristiani trova conferma sia in una serie di incursioni contro la chiesa di Nostra Signora del perpetuo soccorso di Ho Chi Minh City, tenuta dai redentoristi sia in altri attacchi contro gli stessi religiosi, compresa la distruzione del monastero di Dalat.

L'attacco a un altro monastero è stato denunciato da suor Philippe Dinh Thi Nhung, superiora provinciale delle Suore della provvidenza di Portieux. In una lettera datata 21 dicembre, la religiosa scrive che fin dal 25 giugno 1976 "il governo 'prese in prestito' coercitivamente di parte del nostro monastero di Soc Trang City". "Recentemente, per la salute delle nostre suore, avevamo bisogno di restaurare la nostra casa. Abbiamo chiesto la restituzione del resto della casa,ma hanno rifiutato e hanno cominciato a minacciarci". La suora è in possesso dei documenti nei quali le autorità stabilisce la restituzione, se richiesta.

A questi avvenimenti vanno aggiunti altri fatti, come l'impedimento alla celebrazione della messa di Natale fatto a mons. Michael Hoang Duc Oanh, vescovo di Kontum, e la ripresa di iniziative da parte del "Comitato di Hanoi per la solidarietà dei cattolici". Il 21 dicembre, il vicepresidente dei filogovernativi cattolici "patriottici", Pham Huy Thong, in una conferenza che ha trovato spazio sulla stampa governativa ha annunciato per il 2011 la campagna "Ogni cattolico della capitale è un buon cittadino". La frase è stata rivolta il 27 giugno 2009 dal Papa ai vescovi vietnamiti. Tolta dal contesto, viene usata dai media statali e dai "patriottici" con l'obiettivo di arrivare alla piena sottomissione dei cattolici alla volontà delle autorità civili.

A giudizio di padre Pascal Nguyen Ngoc Tinh, biblista di Ho Chi Minh City, quanto sta accadendo in Vietnam, sulla scia dell'atteggiamento dell'ottava Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi, indica che Hanoi sta mettendo in opera una strategia mirante a trasformare il cattolicesimo vietnamita in una "religione di feste e rituali", "una decorazione per l'autopromozione del regime", per nasconderne l'impegno per i diritti umani.

 

 
Assoluzione del missionario Padre Bartolini e del direttore di Radio Oriente PDF Stampa E-mail
29 dicembre 2010

La Conferenza Episcopale Peruviana informa che il tribunale dell'Alto Amazonas ha assolto padre Mario Bartolini, sacerdote passionista italiano, parroco nella località di Barranquita. Insieme a lui anche il giornalista Giovanni Acate, del Vicariato Apostolico di Yurimaguas, è stato assolto dal Tribunale di primo livello dell'Alto Amazonas, a seguito del procedimento giudiziario intrapreso nei loro confronti per gli atti di violenza avvenuti a Bagua, nel giugno 2009. La sentenza è stata letta il 21 dicembre, firmata dal giudice Julio Cesar Aquino Medina, giudice del tribunale di primo livello dell'Alto Amazonas, a Yurimaguas. Il missionario era stato accusato del reato di "attentato contro il trasporto collettivo o di comunicazione, e atti contro lo Stato", durante i fatti di sangue verificatisi a Bagua.

Padre Bartolini, secondo la nota inviata dalla Conferenza Episcopale all'Agenzia Fides, ha trascorso 35 anni in diverse missioni lungo il fiume Marañón e San Martín a Barranquita, nella foresta peruviana, ed è particolarmente noto per il suo sostegno alle comunità e alle popolazioni indigene. Negli ultimi anni ha sostenuto le comunità indigene nella difesa del loro territorio contro i tentativi di espropriazione. All'uscita dal palazzo di giustizia, Padre Bartolini ha mostrato la sua gioia per l'assoluzione. La Commissione Episcopale per l'Azione Sociale accoglie con favore l'assoluzione di padre Mario Bartolini, Pastore di Barranquita, e di Giovanni Acate, direttore di Radio Oriente, una delle opere del Vicariato Apostolico di Yurimaguas. (CE) 
 
"La guerra dentro". Sindrome del ritorno PDF Stampa E-mail
di Ranieri Salvadorini
Repubblica - 29 dicembre 2010  

Così si curano i soldati "distrutti"       

La PTSD (Post Trasumatic Stress Disorder) riguarda molti militari che hanno affrontato le atrocità del conflitto e non riescono a uscirne per reinsersi nella società. Un centro di Amsterdam sta diventando un buon esempio a livello mondiale.    

Intervenire in un "teatro di guerra" è traumatico in sè e al ritorno il trauma può continuare nella mente dei soldati. "Un effetto fisiologico a questo lavoro, per questo è importante parlarne": la pensano così in Olanda, uno dei primi paesi occidentali ad aver aperto un dibattito molto acceso sul PTSD, "la guerra dentro". E i risultati ci sono.  

"La guerra dentro".

Incubi frequenti, insonnia, soglia dell'aggressività sempre al limite, comportamenti violenti e autodistruttivi. Sono i primi sintomi di un disturbo successivo a un'esperienza traumatica, e quella della guerra lo è per eccellenza. E' la Sindrome da Stress Post Traumatico, meglio conosciuta con l'acronimo inglese PTSD (Post Traumatic Stress Disorder), che può prendere strade diverse: può essere compresa e riassorbita; trasformarsi in depressione o nell'incapacità di tornare alla vita civile; esplodere in rabbia omicida verso la compagna, un familiare, il primo che passa o verso se stessi (secondo molti esperti la stima dei reduci americani che si suicidarono dopo il Vietnam - oltre 60.000 - superò quella dei morti in guerra - 58.000).

PTSD, un po' di dati.

Negli Stati Uniti, che hanno sistemi di monitoraggio sofisticati, i militari colpiti dalla sindrome hanno raggiunto la quota del 40%. In Gran Bretagna, dove lo screening del fenomeno è carente, a parlare è la cronaca: nel 2009 quasi il
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Quegli occhi chiusi di fronte alla violenza PDF Stampa E-mail

di Giulio Albanese

Avvenire - 28 dicembre 2010

Lo scandalo delle violenze a sfondo religioso, perpetrate in questi giorni nella cosiddetta 'Middle Belt' nigeriana, ha turbato notevolmente le coscienze in Africa come nel resto del mondo. Ancora una volta, infatti, è tornato a scorrere in quella terra sangue innocente, proprio nel periodo natalizio, in cui il messaggio della pace, scandito a chiare lettere da Benedetto XVI in occasione della tradizionale benedizione Urbi et Orbi, avrebbe dovuto prendere il sopravvento sull'ottusità umana. Si tratta di un fenomeno inquietante, che non può trovare alcuna giustificazione, ma che è anche sintomatico del malessere che attraversa vasti settori della società locale.

Se da una parte il governo centrale di Abuja non è stato capace, in più circostanze, di difendere la libertà religiosa, peraltro sancita solennemente nella decima sezione del dettato costituzionale nigeriano, dall'altra il Paese continua a essere teatro di scontri tra opposte oligarchie che strumentalizzano la religione per affermare i propri interessi. E a cadere nella rete dell'inganno sono i ceti meno abbienti, che costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione, tutta gente che vive di stenti nelle immense baraccopoli delle grandi città o nelle zone rurali. A questo punto il timore è che gli scontri dello scorso fine settimana, che sono costati la vita a parecchie decine di persone tra cui un sacerdote, finiscano con il lievitare ulteriormente in vista delle imminenti elezioni presidenziali, alimentate soprattutto dai politici delle opposte fazioni. Tensioni radicate peraltro in decenni di risentimenti acuiti da una corruzione dilagante, aggravata a dismisura dai rilevanti interessi stranieri, legati soprattutto al business del petrolio

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Il servizio civile avrà futuro? PDF Stampa E-mail
Unimondo -  29 dicembre 2010

Riunirsi intorno ad un tavolo per trovare una mediazione sulla riforma del servizio civile e portare il dibattito in Parlamento, perchè una legge venga votata presto e si trovi nuova linfa. È l'appello della Cnesc (Conferenza nazionale degli enti di servizio civile) che con lo slogan “Basta schiaffi ai giovani, diamo un futuro al servizio civile nazionale” sul quale si sono trovati d'accordo tutti firmatari di una proposte di legge sul servizio civile nazionale quando hanno consegnato 23.000 firme al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un giorno che non è stato scelto a caso, essendo l’anniversario dell’approvazione della prima legge sul servizio civile nel lontano 1972.

L’iniziativa è stata un’occasione per accendere i riflettori sul rischio, tutt’altro che lontano, che si cancelli una storia trentennale. La Cnesc chiede “un intervento urgente ed autorevole per impedire che si possa togliere ai giovani un’occasione straordinaria di crescere nella loro responsabilità civica e di disporre di una palestra di cittadinanza attiva, oltre che di svolgere un servizio al Paese ancor più necessario nell’attuale crisi economica”.

“Già gli anni scorsi avevamo assistito ad una riduzione significativa dell’impegno economico del Governo in favore del Servizio Civile - ha spiegato Sergio Marelli de la Focsiv (Federazione di organismi cristiani per il servizio

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La libertà religiosa è la via della pace anche per l'India PDF Stampa E-mail

 di Card. Oswald Gracias

Mumbai - 30 dicembre 2010

L'arcivescovo di Mumbai offre una sua riflessione sul Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace. Egli chiede che i leader spirituali indiani promuovano tolleranza e pace verso gli altri credenti. "E' estremamente penoso vedere che la libertà religiosa è negata in particolare nel nostro continente, che è la culla delle grandi religioni del mondo".

Il cardinal Oswald Gracias è arcivescovo di Mumbai, e presidente della Conferenza Episcopale indiana. Ecco una sua riflessione sul tema della libertà religiosa, in India, in Asia e nel mondo, prendendo spunto dal Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace 2011, che sarà celebrata il 1° gennaio (cfr.: Giornata della Pace 2011: Libertà religiosa, via della pace)

"In tutte le mie diverse esperienze attraverso l'India, in 40 anni di sacerdozio, posso dire che la libertà religiosa era data per scontata. E' negli ultimi 20 anni che la libertà religiosa è stata messa sotto accusa, e pressione, da parte di varie fazioni in India. In questi ultimi 20 anni, purtroppo, la religione è diventata motivo di gradne divisione nella nostra società. Questo è tragico, perché la religione può essere una forza potente per la coesione, la tolleranza e la crescita dell'amore, della pace e del rispetto, oltre che della solidarietà. Tristemente tuttavia nella storia recente dell'India  la religione è divenuta pretesto per divisione, intolleranza, ostilità e violenza. Per questo motivo il messaggio del Santo Padre per la Giornata mondiale della Pace è di fondamentale importanza per la pace nel

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L'inflazione in Cina causerà il collasso del regime PDF Stampa E-mail

di Wei Jingsheng

Washington - 30 dicembre 2010

Per arricchire poche persone, il governo comunista mantiene la maggior parte della popolazione nella povertà. Se vuole veramente il benessere del proprio popolo, Pechino deve permettere la rivalutazione dello yuan e deve aprire il mercato interno all'Occidente.

L'inflazione che sta colpendo in questo periodo la Cina, causa di tante proteste sociali, è diversa da tutte le altre che si sono mai verificate nel Paese: essa nasce e si spiega semplicemente con l'avidità di una minoranza di persone, che sfrutta il lavoro a basso costo e l'autoritarismo del regime per arricchirsi.

Wei Jingsheng, attivista democratico e autore del Muro della democrazia, spiega perché il governo cinese sta giocando con il fuoco in questa fase critica del proprio sviluppo: soltanto i governi democratici, dice, "possono gestire con successo una trasformazione economica simile a quella che vive la Cina contemporanea".

L'economia cinese è spesso colpita da inflazioni eccessive. Ma ogni inflazione non è proprio identica alle altre. Quella che ha colpito il Paese durante l'era di Mao Zedong era dovuta a una mancanza di beni causata dalla pianificazione economica. Gli esperti la chiamano "economica di ribasso". Ma anche dopo le riforme economiche degli anni Ottanta, l'inflazione è emersa con forza. Al momento la recente inflazione dovuta all'aumento valutario ha assunto intensità

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Il fronte rovesciato PDF Stampa E-mail

 di Salvatore Mazza   Avvenire - 2 gennaio 2010

Mai abusare del nome di Dio

La strage di Alessandria d'Egitto gonfia il fiume di sangue alimentato dall'odio contro i cristiani nell'anno appena trascorso. Segnando l'inizio del 2011 con lo stesso, implacabile cinismo di un tiro al bersaglio condotto sotto gli occhi distratti e indifferenti dei grandi del mondo. Colpi veri, confusi coi milioni di falsi che nelle stesse ore salutavano l'arrivo del nuovo anno, quasi ad aumentare la distanza tra la realtà di una tragedia che pare ormai infinita e la finzione di chi si ostina a non vedere. Troppi brindano all'anno che viene senza far caso alle macchioline di sangue schizzate anche sui loro bicchieri. Che sia un anno felice. Non lo sarà per tutti. Natale e Capodanno non hanno rallentato gli assassini. Con asciutto realismo, si potrebbe dire che hanno solo facilitato loro il compito, lasciando l'imbarazzo della scelta tra migliaia di bersagli inermi. E nel contrasto raggelante tra la tragedia e la festa, si raggrumano i due "estremi negativi" della sfida "drammaticamente urgente" della libertà religiosa, così come Benedetto XVI ce l'ha riproposta nella Giornata Mondiale per la pace: da una parte il fondamentalismo, che la religione vorrebbe imporla con la forza, dall'altra il laicismo, che al contrario vorrebbe "in modo spesso subdolo" emarginarla, e ridurla a fatto privato e minimale. Avrebbe potuto essere facile, e perfino 'produttivo' - nel senso attribuito a questo termine dalle moderne leggi del marketing - sfruttare opportunisticamente le ripetute uccisioni dei cristiani. Insistere solo e soltanto sul dato di un cristianesimo assediato e mistificato, continuamente minacciato da un odio tanto più feroce quanto più incapace di svuotare le Chiese perseguitate e di tappare le bocche ai pastori. Cristianofobia, l'hanno chiamata: termine entrato proprio alla vigilia di Natale anche nel lessico di Papa Ratzinger.

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Il Papa all'Angelus: Violenze e persecuzioni contro i Cristiani PDF Stampa E-mail
Città del Vaticano - 27 dicembre 2010

"Il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo"

 

Domenica 26 dicembre, festa della Santa Famiglia, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro. "Gesù è nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l'amore di Maria e di Giuseppe gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati - ha detto il Papa nel suo discorso -. Di questo hanno bisogno i bambini: dell'amore del padre e della madre. E' questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita, permette la scoperta del senso della vita".

Dopo aver recitato la preghiera mariana, Benedetto XVI ha rivolto la seguente esortazione a pregare perché il Signore conceda all'umanità inquieta il dono della riconciliazione e della pace: "In questo tempo del Santo Natale, il desiderio e l'invocazione del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo. Ho appreso con grande tristezza l'attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale, come pure l'attacco a chiese cristiane in Nigeria. La terra si è macchiata ancora di sangue in altre parti del mondo come in Pakistan. Desidero esprimere il mio sentito cordoglio per le vittime di queste assurde violenze, e ripeto ancora una volta l'appello ad abbandonare la via dell'odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità. In questo giorno in cui celebriamo la Santa Famiglia, che visse la drammatica esperienza di dover fuggire in Egitto per la furia omicida di Erode, ricordiamo anche tutti coloro - in particolare le famiglie - che sono costretti adabbandonare le proprie case a causa della guerra, della violenza e dell'intolleranza. Vi invito, quindi, ad unirvi a me nella preghiera per chiedere con forza al Signore che tocchi il cuore degli uomini e porti speranza, riconciliazione e pace". (SL)

 

 
La Chiesa celebra il Natale coi più poveri PDF Stampa E-mail

 di J.B. Vu

VIETNAM

Hanoi - 23 dicembre 2010

Diversi eventi sono stati organizzati in tutto il Paese per portare lo spirito natalizio tra le persone in difficoltà. Sacerdoti, suore, seminaristi e volontari hanno distribuito doni ai malati di Hiv/Aids, bambini orfani, anziani soli, poveri, disabili e lebbrosi. L'arcivescovo di Hanoi ai cattolici: "con il vostro esempio risvegliate la coscienza della società".

 La Caritas e la Chiesa vietnamita hanno deciso di celebrare il Natale di quest'anno coi più poveri del Vietnam, organizzando in tutto il Paese eventi e feste. Nella cattedrale di Hanoi oltre mille persone - tra bambini di strada, anziani, malati di Hiv/Aids e poveri - hanno partecipato ieri alla messa per celebrare la nascita i Gesù. Dopo la funzione, alcuni gruppi hanno ricevuto regali di Natale da sacerdoti, suore, seminaristi e volontari che hanno lavorato e vissuto con loro nell'ultimo periodo.

Mons. Nguyen Van Nhon, arcivescovo di Hanoi, ha espresso parole di speranza con i volontari: "La vostra presenza ci ricorda che non bisogna perdere tempo. E che dobbiamo fare il nostro dovere e vivere secondo la nostra missione. Voi siete stati coraggiosi nell'accettare una vita dura, che ci rende persone appassionate ed entusiaste. Se talvolta vi sentite tristi, delusi perché pensate di non fare nulla, dovete invece essere fieri e pensare che con il vostro esempio

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Bartolomeo I: continueremo a dialogare con il Papa e con l'Islam PDF Stampa E-mail

di NAT da Polis

Istanbul - 21 dicembre 2010

Il Patriarca ecumenico difende la scelta del dialogo con i cattolici, gli ebrei e i musulmani nonostante le critiche avanzate da alcuni settori ortodossi tradizionalisti. Ecologia: "L'ambiente, la natura, sono creazione di Dio e non appartengono solo a noi che viviamo oggi nel 2010. Appartengono a tutte le generazioni future".

Alla vigilia delle festività natalizie, Bartolomeo I ha pronunciato un importante discorso di fronte a un pubblico particolarmente qualificato del mondo ortodosso, difendendo la scelta del dialogo interreligioso da parte del Patriarcato ecumenico. "Noi insisteremo nel dialogo, malgrado le critiche che subiamo" ha detto. "Esiste un certo fondamentalismo religioso, un fenomeno purtroppo tragico, che si trova sia tra ortodossi e cattolici che tra musulmani ed ebrei. Sono persone che pensano di  aver soltanto loro diritto di esistenza sulla terra, quasi come se dovessero solo loro dominare su questo nostro pianeta secondo l'Antico Testamento. E secondo loro non c'è posto per nessun altro, e sono di conseguenza contrari a qualsiasi dialogo".

Il patriarca ha continuato: "Subiamo critiche e attacchi perché  intratteniamo dei  rapporti con il Papa (perché siamo convinti sostenitori del dialogo ecumenico tra ortodossi e cattolici), con l'islam e con il mondo ebraico. Ma noi continueremo ad andare avanti per la nostra strada, secondo la via tracciata dai  nostri predecessori, ben consci del nostro operato e indipendentemente delle critiche di cui siamo oggetto. Questi settori caratterizzati da posizioni estremiste si trovano dappertutto. E' naturale dunque  che subiamo le loro critiche, secondo i loro dettami ideologici,  tutti noi che cerchiamo  di avere orizzonti aperti ed una visione teologica delle cose. Perche vogliamo la pacifica

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Anche la Bolivia riconosce la Palestina come Stato indipendente. Panico in Israele PDF Stampa E-mail

 di Joshua Lapide

Gerusalemme - 23 dicembre 2010

Lo hanno già fatto Brasile, Argentina e Venezuela. L'Uruguay riconoscerà la Palestina nel 2011; in Cile se ne discute. Il riconoscimento "unilaterale" è sconsigliato dagli Stati Uniti. Dubbiosa la Ue. Israele ha chiesto a tutti i suoi ambasciatori di opporsi in tutto il mondo a simili iniziative.

 

Nella tarda serata di ieri, il presidente Evo Morales ha annunciato che la Bolivia riconosce formalmente lo Stato palestinese all'interno del confini del 1967. Morales ha detto pure che in questi giorni scriverà a Mahmoud Abbas, presidente dell'Autorità palestinese, per informarlo di questa decisione.

Nelle scorse settimane Brasile e Argentina hanno riconosciuto lo Stato palestinese; lo stesso ha fatto il Venezuela; l'Uruguay ha annunciato che lo farà entro il prossimo anno. Un gruppo di parlamentari cileni sta spingendo perché il riconoscimento avvenga anche da parte del Cile, dove vive una comunità palestinese di oltre 300 mila persone.

Secondo i presidenti di questi Stati, il riconoscimento della Palestina sarà di aiuto per ricercare una coesistenza pacifica con gli israeliani. In più, questi passi diplomatici rappresentano una scossa perché il dialogo fra le due parti,

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Natale a Betlemme : bandita la croce dai souvenir PDF Stampa E-mail
Betlemme - 21 dicembre 2010

Per timore del fondamentalismo islamico, laboratori tessili di Hebron e Gerusalemme producono e vendono magliette e altri oggetti raffiguranti la chiesa della Natività senza croce. Discriminazioni e crisi economica costringono i cristiani a fuggire dai territori palestinesi e da Israele. Il rischio è vedere in futuro una Terra Santa senza cristiani. Intervista a Samir Qumsieh, direttore della televisione cattolica Al-Mahed Nativity Tv Station di Betlemme.

Questo Natale a Betlemme la croce è stata bandita dai souvenir destinati a turisti e pellegrini in Terra Santa. Alcuni laboratori tessili di Gerusalemme ed Hebron hanno iniziato a stampare e vendere magliette che raffigurano la chiesa della Natività di Betlemme senza croce. Per la crescita del fondamentalismo islamico nei territori palestinesi, la croce è stata eliminata anche dalle t-shirt delle squadre di calcio. Intervistato da AsiaNews, Samir Qumsieh, giornalista e direttore della televisione cattolica Al-Mahed Nativity Tv Station di Betlemme, afferma :  " Voglio lanciare una campagna per invitare la gente a non comprare questi prodotti - afferma - perchè la rimozione della croce è una intimidazione nei confronti dei cristiani è come affermare che Gesù non è mai stato crocifisso ".

Come ogni anno migliaia fra autorità, fedeli e turisti provenienti da tutto il mondo affolleranno la notte del 24 dicembre la Chiesa della Natività di Betlemme per la messa di mezzanotte. Essa sarà celebrata dal patriarca latino di

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