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Da tempi antichissimi a Monte Porzio, nella pieve parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo, si venera una lignea immagine del prodigioso Crocifisso, custodito dai fedeli come un dono prezioso e rarissimo. Don Giovanni Cesari, già pievano-parroco di Monte Porzio durante il lungo e fecondo periodo che va dal 1894 a tutto il 1920, in un opuscolo scritto un secolo fa lasciò scritto, a proposito delle origini della devozione al SS. Crocifisso, quanto segue: «La taumaturgica Immagine è da questo popolo venerata ab immemorabili, come si rileva da memorie esistenti nella Parrocchia e che rimontano a più di due secoli. Difatti, nell’inventario redatto il 29 marzo 1715 dal pievano don Benedetto Sampaoli, si dice che “il medesimo Crocifisso si riconosce per antichissimo di segnalata Veneratione, et assai miracoloso, massimamente in tempi calamitosi, come Guerra, Peste, Fame, per chiedere la Pioggia e la Serenità, portandosi processionalmente».
All'altare del Crocifisso il 21 giugno 1582 sorse la Confraternita del Santissimo Sacramento, ad istanza del conte Camillo di Montevecchio. La devozione aumenta nell'Ottocento. Nel 1852 il parroco don Marco Gentiloni indìce un corso di Missioni, predicate da tre padri Cappuccini, al termine del quale i fedeli provvedono al restauro dell’altare laterale della Madonna della Misericordia, sul quale ancora sorgeva il SS. Crocifisso, ed alla costruzione di una nuova croce commemorativa. Sopraggiungeva frattanto l’anno 1855, gravido di sventure e di desolazioni, perché il colera infieriva un po’ dovunque, ed anche Monte Porzio ne era fortemente contaminato. Il popolo ricorre al Crocifisso e, appena iniziato il triduo, nessuno viene più colpito dal morbo. Alla grande festa di ringraziamento del 21 ottobre di quell'anno partecipa il cardinal Domenico Lucciardi vescovo di Senigallia: il Crocifisso attraversa processionalmente le vie del paese, in mezzo a canti ed a preghiere di riconoscenza.
Intanto il sogno di vedere innalzata in onore del SS.mo Crocifisso una cappella, distinta per lo stile e le decorazioni dalla navata della chiesa, cominciava a illuminarsi della dolce realtà. Si giunse fino al 1883, quando il pievano don Antonio Gradoni, affiancato dal sindaco Gioacchino Pinzani e dall’unanime aiuto della popolazione –come si legge ancora oggi nella lapide posta a sinistra della vetrata- poté innalzare l’elegante cappella in semplice stile toscano.

LAPIDE A SINISTRA DELLA VETRATA QUESTA CAPPELLA N. S. GESU’ CROCIFISSO DEDICATA PER LA CURA E LE SPESE DI ANTONIO GRADONI SAC. PIEVANO DI GIOACCHINO PINZANI E DEI FEDELI NELL’ ANNO 1883 PER LO ZELO E LE SPESE DI GIOVANNI CESARI SUO SUCCESSORE DEGLI ABITANTI PAESANI ED ESTERI FU DECORATA CON PITTURE AD ACQUERELLO URANTE [L’ANNIVERSARIO] SECOLARE COSTANTINIANO NELL’ANNO 1912 Chi è il Gioacchino Pinzani menzionato nella lapide? Intorno alla metà del 1800 è presente a Monte Porzio una nuova famiglia, quella dei Pinzani. Di loro, come risulta dalla ricerca di A. POLVERARI, Monteporzio e Castelvecchio nella storia, alle pagine 68. 82. 94. 97. 98. 100. 101, noi conosciamo:
* Annibale Pinzani, farmacista; sindaco negli anni 1870-1873 e 1890-1902. * Gioacchino Pinzani, sindaco negli anni 1878-1881 e 1889-1890; nel 1883 aiuta il pievano don Antonio Gradoni a costruire la Cappella del SS. Crocifisso (cf. la lapide a sinistra della vetrata). * Ermanno Pinzani, rettore magnifico dell’Università di Pisa (a lui è dedicata “via E. Pinzani”). Nel settembre di quello stesso anno 1883, dopo una solennissima esposizione dell’Immagine sull’altar maggiore e dopo una memorabile processione, il SS.mo Crocifisso venne collocato nel nuovo tempietto innalzato dalla pietà dei fedeli. In tale occasione l’immagine del Crocifisso, annerita dai ceri e rovinata dai secoli, venne restaurata dal bolognese Gaetano Grandi.
Il nuovo pievano Giovanni Cesari, originario di San Ginesio di Arcevia (1894-1920), ingrandisce la chiesa, la dota di un organo opera di Luigi Giudici di Pesaro (7 ottobre del 1900) e aggiunge una quarta campana; fonda il circolo San Filippo Neri, l’Oratorio festivo, il laboratorio femminile Sant’Eurosia, la Cassa operaia San Filippo Neri; dipinge la cappella del SS.mo Crocifisso aggiungendo al soffitto, a tutto senso, il capolino e indora le cornici e i tre archi; pubblica le memorie del SS.mo Crocifisso. In tutto questo fervore, promuove grandi pellegrinaggi, come quello dal 24 aprile al 2 ottobre del 1898. Dopo un corso di Missioni predicate dai PP. Passionisti, fu un ininterrotto accorrere di parrocchiani, confraternite e di popolo da paesi vicini e lontani. Nel 1904 la cappella è arricchita dell'artistico tabernacolo offerto dalla contessa Maria di Montevecchio Flajani. L’anno successivo si organizzarono nuovi e solenni festeggiamenti che culminarono nelle grandiose giornate del 3 e 4 maggio, con intervento di mons. Vescovo Diocesano, del Cardinale Giulio Boschi Arcivescovo di Ferrara, di molti Parroci, di Confraternite e di immenso popolo. Anche in questa occasione si volle che il SS.mo Crocifisso attraversasse le vie del paese, rivestite a festa. Una simile processione si ripeté nel 1916, nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, per impetrare da Dio il dono sospirato della pace tra i popoli.
In data 3 aprile 1921 giunge il nuovo pievano, don Carlo Tommasetti. Per poter realizzare un vasto e complesso programma di opere e di iniziative, egli attende la data memoranda del 1933 in cui si celebrava l’Anno Santo Straordinario concesso dal papa Pio XI per commemorare il XIX Centenario della Redenzione (secondo l’antichissima tradizione, Gesù morì a 33 anni). Sorse un Comitato d’onore sotto la presidenza del Vescovo di Senigallia monsignor Tito Maria Cucchi e del Podestà di Monte Porzio Alfeo Cerioli e un Comitato esecutivo sotto la presidenza del cav. Cesare Canuti. I festeggiamenti furono preceduti da un Corso di Sante Missioni e venne indetto un pellegrinaggio a questo Santuario dal 1° aprile al 30 settembre 1934. Nella domenica 6 maggio 1934 la sacra Immagine venne incoronata con una corona d’oro massiccio, offerta dalla pietà del popolo, in una celebrazione magnifica per concorso di popolo, per intensità di fede e per gli addobbi anche esteriori di tutto il paese. Monsignor Filippo Maria Mantini, vescovo di Cagli e Pergola, compì la solenne funzione dell’incoronazione alla presenza del Vescovo Diocesano, di parte del Capitolo della Cattedrale, di Autorità, Rappresentanze, Parroci, Confraternite, Associazioni religiose e civili. Il Crocifisso venne portato in processione, dopo essere rimasto esposto all’altar maggiore, in una gloria di luci, di preghiere e di canti.
Prima che la sacra Immagine fosse di nuovo collocata nella sua nicchia, un Comitato si pose all’opera, sotto la spinta del pievano don Carlo Tommasetti –come si legge nella lapide posta a destra della vetrata- per arricchire la cappella di marmi, di pitture e della vetrata polìcroma. I lavori in marmo furono affidati alla Ditta Fratelli Tecchi di Fano e le pitture ai Fratelli Bedini di Ostra, mentre la vetrata veniva eseguita dalla Ditta Giuliani Cesare di Roma. All’inaugurazione della Cappella, avvenuta il 3 maggio 1935, era presente monsignor Oddo Bernacchia, vescovo di Termoli-Larino il quale, come è scolpito sul bordo anteriore dell’altare, consacrò la chiesa e l’altare.
E QUESTO ALTARE CONSACRO’ ODDO BERNACCHIA VESCOVO DI TERMOLI-LARINO 3 MAGGIO 1935 Il 5 maggio si tenne la solennissima processione con il SS.mo Crocifisso; infine, l’Immagine fu riposta sopra l’altare nella rinnovata Cappella che la fede e l’amore riconoscente di tanti figli gli avevano preparata.  LAPIDE A DESTRA DELLA VETRATA IL MIRABILE SIMULACRO DEL CROCIFISSO DI AUREA CORONA ORNARONODONO VOTIVO LA CAPPELLA ADORNATACON VETRATA DIPINTI E MARMICINSERO CON BALAUSTRE PER OPERA DI CARLO TOMMASETTI PARROCOI DEVOTI DEL MEDESIMO SIMULACRO NELL'ANNO 1935DURANTE IL XIX CENTENARIO DELLA REDENZIONECON L'INDULGENZA DEL P.M. PIO XI ESTESO A TUTTO IL MONDO Ma il ritmo di quegli anni straordinari non si spense e si può dire che ogni giorno affluivano a questo Santuario tante persone in cerca di luce, di conforto, di speranza, di grazie, una gara di riconoscenza verso Gesù Crocifisso, espressa con lacrime, preghiere, doni umili e preziosi. E si rimane commossi e sbalorditi per le grazie segnalate, fra la moltitudine di quelle rimaste ignorate o segrete. C’è ancora da segnalare come il 3 maggio dell'anno 1940, così gravido di prove e di ansie a causa della guerra, la tradizionale processione riuscì particolarmente devota e solenne, con l'ingresso ufficiale in Monte Porzio del nuovo Vescovo monsignor Umberto Ravetta (notizie fin qui tratte da: CANESTRARI Renato, Note storiche, 15 maggio 1940, in TOMMASETTI don Carlo, Santuario del SS. Crocifisso in Monteporzio (Pesaro). Note storiche, Preghiere, Grazie, Società Tipografica, Fano 1941). Si devono ricordare altresì le feste di ringraziamento organizzate dal pievano don Gualberto Paladini, dopo la Seconda Guerra Mondiale e particolarmente la giornata del Reduce del 14 settembre 1945 e, nell'anno 1959, i festeggiamenti per il 25° anniversario dell'incoronazione del SS.mo Crocifisso, con la presenza del vescovo Umberto Ravetta e di tutto il Seminario diocesano. Inoltre, è ancora viva nella memoria la celebrazione nel 1984, sotto la guida del parroco don Irio Giuliani, delle Sante Missioni, ricorrendo il 50° anniversario della solenne incoronazione, con la presenza del vescovo diocesano monsignor Odo Fusi Pecci, il quale per primo portò processionalmente l’Immagine del SS.mo Crocifisso.
Da ultimo, nell’anno 2000 che segnò il passaggio al nuovo secolo e terzo millennio, anche noi abbiamo vissuto con solennità il Giubileo Straordinario. In tale occasione il Santuario del SS.mo Crocifisso è stato insignito dalla Penitenzieria Apostolica come luogo nel quale si poteva lucrare l’indulgenza del Grande Giubileo. La festa giubilare è stata vissuta in un Settenario che a partire dal sabato 29 aprile con la S. Messa -attraverso incontri e celebrazioni; la vestizione dei nuovi confratelli della Confraternita del SS.mo Sacramento; un Concerto della Corale “E. O. Guidi”; l’inaugurazione della Mostra dei quadri-ricordo e foto della Prima Comunione, vecchie dei primi decenni del ’900; gli anniversari della Prima Comunione; un pellegrinaggio al nostro Santuario delle Comunità Parrocchiali della Vicaria di Mondolfo e delle Comunità corinaldesi di Sant’Apollonia e Madonna del Piano e della Parrocchia limitrofa di San Michele al Fiume; una concelebrazione del Vescovo Emerito Mons. Odo Fusi Pecci con don Irio Giuliani ex-parroco insieme ai Presbiteri don Sigefrido Messina e don Osvaldo Antonietti originari di Monte Porzio; una Giornata Missionaria; la celebrazione del “Giubileo dei giovani” e del “Giubileo della terza età”- ha avuto il suo culmine nella domenica 7 maggio, con al mattino la Prima Comunione dei nostri bambini e la sera la concelebrazione presieduta dal Vescovo Diocesano mons. Giuseppe Orlandoni e una solenne processione per le vie del paese con il SS.mo Crocifisso, conclusa dal discorso del Vescovo Diocesano e dal bacio, da parte di una grandissima folla di fedeli, della bella Immagine prima che fosse riposta di nuovo della sua cappella, con le note finali del concerto della Banda Musicale “Città di Corinaldo” dirett dal M° Mauro Porfiri.
Per l’occasione, riprendendo il fascicolo del pievano don Carlo Tommasetti sopra citato, è stato dato alle stampe (a cura del pievano parroco don Luigi Gianantoni, edito da TECNOSTAMPA, Ostra Vetere 2002) il libretto dal titolo: Santuario del SS. Crocifisso in Monte Porzio. Note storiche, preghiere, grazie. Su questa straordinaria festa giubilare, mi piace ricordare il commosso commento del compianto Erino Toderi (pubblicato in Camminiamo Insieme, del dicembre 2000, n. 100):«Abbiamo vissuto un anno importante, Anno Santo vissuto intensamente anche nella nostra parrocchia, con la festività straordinaria del SS.mo Crocifisso. Il programma è stato ricco di iniziative per tutti; giovani e adulti, anziani e malati, siamo stati coinvolti, per tutti c'è stata l’occasione opportuna per il pentimento, per le promesse e i propositi di impegno. Nessuno è stato estraneo.
I vari predicatori, da don Sesto Falchetti dell'Opera don Gentili di Fano al “piccolo fratello” don Arturo Paoli, dai Padri Cappuccini al vescovo diocesano Mons. Giuseppe Orlandoni, hanno sottolineato la finalità del Giubileo che è, per ogni cristiano, il raggiungimento della santità. Come si può diventare santi? Attraverso la spontaneità, la gioia, l’innocenza dei bambini; attraverso l’esuberanza e i sogni dei giovani; attraverso le difficoltà degli adulti e le sofferenze degli anziani. Questo è il vero Giubileo, così abbiamo cercato di viverlo. I temi della Settimana: “Giubileo e perdono di Dio”, “Giubileo e giustizia”, “Giubileo e solidarietà”, “Giubileo e riconciliazione fraterna”, ci hanno messi nella condizione per riscoprire i valori del Vangelo. Nella figura della Croce, seme e lievito del Regno, riscopriamo il vero significato della vita».
Ora, in continuità con questa lunga storia, ci accingiamo a vivere un altro momento importante nella devozione del nostro popolo al SS. Crocifisso, la Festa Straordinaria per il 75° anniversario dell’incoronazione della sacra Immagine. Come preparazione, abbiamo già vissuto la Missione Parrocchiale e sono state restaurate, dalla mano esperta di Ermanno Landini, le croci e le edicole posizionate durante i passati decenni nei crocicchi e nelle strade del paese. La nuova celebrazione possa infondere a tutta la Comunità la volontà e la forza di proseguire nella fede e nella pratica cristiana, così come l’hanno vissuta i nostri avi e padri nella fede, aprendoci ad un futuro di speranza. Il mio fervido voto è che in tutti i parrocchiani e nei numerosi pellegrini che continueranno a venire a questo Santuario rinasca e si accresca l’amore al Santissimo Crocifisso e alla sua Santa Croce, segno di risurrezione e di salvezza per l'intera umanità.
(a cura di don Luigi Gianantoni)
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