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Liturgia
| Nuovo splendore della Cappella del SS. Crocifisso restaurata a circa un secolo dalla sua messa in opera |
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Nell’avvicinarsi della Festa Straordinaria per il 75° anniversario dell’incoronazione della sacra Immagine del SS.mo Crocifisso, avvenuta il 6 maggio 1934, si è felicemente compiuto -con il permesso della Soprintendenza ai beni artistici e storici delle Marche di Urbino- il lavoro di restauro della Cappella, sita a sinistra dell’altar maggiore della pieve parrocchiale di San Michele Arcangelo in Monte Porzio. La Cappella era stata abbellita nei primi anni del ’900, prima dal pievano-parroco don Giovanni Cesari (1894-1920) che aggiunse al soffitto il cupolino dipingendolo e indorò le cornici e i tre archi, e in seguito dal pievano-parroco don Carlo Tommasetti (1820-1943) il quale negli anni 1933-1935 –in occasione della grande festa giubilare che celebrava il XIX secolo della Redenzione- rivestì di marmi, di pitture e della vetrata polìcroma la cappella medesima.Com’era ben visibile e come si esprime nel progetto preventivo, in data 28 giugno 2008, il restauratore Romeo Bigini, «la cappellina, rivestita di marmi polìcromi, fino all’altezza di m 3 appare fortemente annerita e offuscata da patine di sporco dovuto al deposito di fumo di candele, schizzi di cera ed a vecchi trattamenti eseguiti con sostanze oleose; la maggior parte delle cornici dorate risultano essere state ridipinte con colore a porporina fortemente ossidate ed annerite. La volta dipinta, maggiormente annerita, presenta anche fenomeni di esfogliazione del colore e ridipinture alterate; alcune vecchie lesioni risultano essere state risarcite con grossolane stuccature ridipinte». Il lavoro è stato eseguito dalla Ditta Romeo e Franco Bigini di Urbino, secondo il seguente progetto: Restauro delle superfici dipinte. Consolidamento preliminare del colore da effettuare localmente nelle zone che presenteranno fenomeni di sollevamento della pellicola pittorica, attraverso impacchi localizzati di idrossido di bario o con leggere applicazioni di resina acrilica opportunamente diluita: la scelta del prodotto più idoneo da utilizzare sarà stabilito attraverso prove preliminari da valutare in corso d’opera. Consolidamento degli intonaci da eseguire mediante iniezioni di emulsioni a base di calce. Pulitura preliminare della superficie dipinta: rimozione dei depositi di polvere e fumo superficiali, operazione da eseguire a secco per mezzo di spazzolature e con l’utilizzo di gomme wischab; successiva applicazione di emulsioni solventi a base di carbonato di ammonio, per la rimozione di eventuali ridipinture e delle patine di sporco persistente; il solvente sarà applicato su veline di carta e mantenuto a contatto con la superficie dipinta il tempo necessario alla rimozione del materiale da asportare, La stuccatura delle lacune sarà effettuata con malta costituita da intonaco finemente macinato addizionato con grassello di calce invecchiato, le integrazioni saranno livellate alla superficie originale adiacente. Il restauro pittorico sarà eseguito con colori ad acquerello a velature sottotono nelle zone particolarmente abrase e con integrazioni nelle zone dove sarà opportuno effettuare piccole ricostruzioni; saranno comunque seguite le indicazioni impartite dal Direttore dei lavori. Superficie dipinta mq 25 circa. Restauro delle superfici in marmo.Pulitura preliminare dei rivestimenti in marmo dai depositi di sporco incoerente, operazione da effettuare a secco mediante spazzolature aspiratori; successiva pulitura definitiva con rimozione delle patine di sporco grasso dovuto ai depositi di fumo di candele, schizzi di cera e vecchi trattamenti a base di sostanze oleose, operazione da eseguire con l’applicazione di impacchi solventi composti da metilcellulosa ed ammonio carbonato, seguito da un accurato lavaggio con acqua deionizzata. Ricomposizione di parti fratturate mediante incollaggi con resine epossidiche bicomponenti e microcuciture con piccole barre di acciaio inox. Stuccatura delle piccole mancanze e delle linee di giunzione dei singoli elementi lapidei da eseguire con marmorina e/o con grassello di calce e polvere di marmo; successiva rasatura e livellatura delle stuccature alla superficie adiacente; le stuccature saranno in seguito intonate con leggere velature di colore ad acquerello. Trattamento protettivo finale delle superfici con l’applicazione di una leggera stesura di cera microcristallina in seguto lucidata con tamponi di panno morbido. Superficie mq 35 circa. Realizzazione di una dettagliata documentazione fotografica da eseguire prima, durante e dopo il restauro; le riprese fotografiche saranno realizzate su negativi formato 24x36 e restituite in stampe a colore formato 13x18 e su supporto digitale. Importo complessivo (IVA inclusa) euro 16.440,00 (sedicimilaquattrocentoquaranta). Il progetto di restauro era partito alcuni mesi fa, dietro richiesta e generosa offerta di contributo da parte della Fam. Paolini, colpita da grave lutto per la morte di Antonietta, come atto di fede e di consolazione in memoria della carissima figlia e sorella. Per collaborare alla messa in atto dell’opera, si sono poi generosamente aggiunte alcune famiglie e altre persone interne ed esterne alla Parrocchia. Inoltre ha contribuito la Confraternita del SS. Sacramento. Un riconoscente ringraziamento va rivolto a tutti coloro che hanno partecipato al recupero di questa bella opera di devozione, di storia e di arte. A questa Cappella hanno fatto riferimento le generazioni passate nella fede del Salvatore, con le richieste di aiuto e il rendimento di grazie. Avvicinandoci alla Sacra Immagine, sembra quasi di ascoltare i sospiri della gente, come se fossero incuneati nei marmi e negli arredi. Siamo contenti che tutto questo non sia andato disperso per l’incuria e l’indifferenza, bensì viene dalla nostra generazione lasciato alla preghiera e al godimento di quelle future. (Il pievano/parroco) |
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Nell’avvicinarsi della Festa Straordinaria per il 75° anniversario dell’incoronazione della sacra Immagine del SS.mo Crocifisso, avvenuta il 6 maggio 1934, si è felicemente compiuto -con il permesso della Soprintendenza ai beni artistici e storici delle Marche di Urbino- il lavoro di restauro della Cappella, sita a sinistra dell’altar maggiore della pieve parrocchiale di San Michele Arcangelo in Monte Porzio. La Cappella era stata abbellita nei primi anni del ’900, prima dal pievano-parroco don Giovanni Cesari (1894-1920) che aggiunse al soffitto il cupolino dipingendolo e indorò le cornici e i tre archi, e in seguito dal pievano-parroco don Carlo Tommasetti (1820-1943) il quale negli anni 1933-1935 –in occasione della grande festa giubilare che celebrava il XIX secolo della Redenzione- rivestì di marmi, di pitture e della vetrata polìcroma la cappella medesima.
Restauro delle superfici in marmo.