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DESCRIZIONE DEGLI ALTARI In questa Chiesa Parrocchiale da 1899 al 1914 vi erano 9 altari fabbricati in diverse epoche come si dirà in appresso, ma poiché la popolazione andava sempre crescendo di numero, si è dovuto provvedere per guadagnare posto nella Chiesa; e per questo si fece regolare domanda a Monsignor Cucchi Vescovo Diocesano perché permettesse la demolizione di sei Altari. Questi diede parere favorevole il giorno 4 Marzo 1914, ma ordinò di costruire un altro altare portatile, perché all'occorrenza si mettesse dove i fedeli avessero richiesto funzioni speciali.
ALTARE MAGGIORE L'Altare Maggiore è dedicato a S. Michele Arcangelo. È di marmo; si crede donato dalla Famiglia di Montevecchio, sia perché è adorno di alcuni fregi di detta casa, sia perché somiglia all'altro Altare esistente nella Cappella dei Conti di Montevecchio. Non si sa l'epoca precisa della costruzione, ma si può benissimo supporre che sia stato costruito quando si fece il Cappellone della Chiesa e senza dubbio prima del 1591. Nel 1899 questo Altare fu portato un metro più addietro e si accorciò il presbiterio per guadagnare due metri e mezzo di lunghezza per comodo della popolazione. L'Altare viene mantenuto dalla Confraternita del SS.mo Sacramento. Dietro ad esso in alto si vede il quadro di S. Michele Arcangelo, la cui cornice, ma non così cimasa, fu indorata da Romolo Wirth, a spese dello scrivente, il 25 Agosto 1914. In questo Altare è l'obbligo di celebrare le Messe pro populo in tutte le feste di precetto. Vi si conservò sempre il SS.mo Sacramento fino al 10 Luglio 1904, giorno in cui venne posto all'Altare del SS.mo Crocefisso. Il P. Camillo di Montevecchio, con suo testamento 20 Marzo 1710, lasciò un obbligo di Messe da celebrarsi in questo Altare, n. 5 mensili, a suffragio delle anime Sante del Purgatorio, colla rendita di un appezzamento di terreno di coppe 8. Il pievano Cervelli nel suo inventario, fatto il 1 Luglio 1845, dice che questo legato non fu mai soddisfatto perché gli eredi del P. Camillo non diedero mai il possesso del suddetto appezzamento di terreno; e ciò forse perché era soggetto all'investitura.
ALTARE DEL SANTISSIMO CROCIFISSO L'Altare del SS.mo Crocifisso è il primo a cornu evangeli. Vi è un'immagine del Crocifisso in rilievo, tenuta in grandissima venerazione ab immemorabili dai fedeli monteporziesi e delle popolazioni (Parrocchie) vicine. È chiusa in una nicchia, con cornice dorata da Romolo Wirth il 7 novembre 1912 a spese dei fedeli. In questa cornice è incassato un cristallo smerigliato tutto intero dello spessore di millimetri 7, acquistato dalla Ditta Isacco Padovano di Senigallia il 7 febbraio 1913.
Si può benissimo credere che la devozione a questa Immagine sia incominciata nel 1500 perché in un inventario di Don Benedetto Sampaoli del 30 marzo 1715, si dice che questa Immagine è venerata da antichissimo tempo, e che a questa si ricorreva in tempo di calamità. Il 21 giugno 1582 nel suo altare (che era quello dove oggi si venera la Madonna della Misericordia) fu eretta la Confraternita del SS. Sacramento ad istanza del conte Camillo di Montevecchio, come risulta dal documenti esistenti nella Curia Vescovile. Una certa Muzzi Maddalena nel 1749 lasciò di Messe N. 33 all'anno perché si celebrassero, o nell'Altare del SS.mo Crocifisso o in quello del Rosario e ciò per 10 anni venne soddisfatto, come risulta da documenti solamente fino al 1756.
I Monteporziesi e popolazioni vicine hanno sempre avuta una devozione speciale al SS.mo Crocifisso, come già dissi sopra, e questa devozione aumentò in modo particolare dopo che gli stessi fedeli ricevettero una Grazia singolare nel 1855. La grazia fu questa: Nel mese di luglio di quell'anno infieriva il colera in questo Castello; si ricorse subito al SS.mo Crocifisso e, mirabile a dirsi, appena incominciato il triduo più nessuno fu colpito dal morbo. Da questa epoca crebbe la devozione alla Sacra immagine, e su proposta del Rev.do pievano D. Antonio Gradoni e a spese dei fedeli, come risulta dai libri d'amministrazione del 1883, si fece quella Cappella che oggi racchiude la taumaturga immagine, che si può considerare l'oggetto più prezioso e più caro che si trovi in questa Chiesa parrocchiale. Due cancelli di ferro fabbricati da Giuseppe Frediani nel 4 Agosto 1899 impediscono che i fedeli entrino in questa Cappella. Questa Miracolosa Immagine rimase in quell'Altare (della Madonna della Misericordia) fino al 26 Settembre 1883, giorno in cui venne esposta all'Altare Maggiore e il 29 di detto mese il Cappuccino P.Gioacchino da Loreto la portò in Processione e la collocò per la prima volta nella nuova Cappella dove si trova oggi.
Anche in altri tempi il SS.mo Crocifisso venne portato in processione: il 21 Agosto 1898; il 3 Maggio 1905, con l'intervento del Cardinale Giulio Boschi e Mons. Tito Maria Cucchi, Vescovo Diocesano, e il 7 Maggio 1916 per impetrare la pace, con l'intervento di oltre Diecimila persone devote. Il sottoscritto Parroco il giorno 8 Luglio 1904 fece domanda a Mons. Vescovo diocesano perché gli permettesse di riporre in questa Cappella il SS.mo Sacramento. Con rescritto del 9 Luglio 1904 il Vescovo rispose affermativamente ed il 10 detto vi fu riposto ed ora si conserva in un artistico ciborio, donato dalla Contessa Maria di Montevecchio-Flajani. Questa Cappella ha il soffitto a tutto sesto e a cura del Sottoscritto, il 17 Agosto 1911, venne costruito il cupolino. Nello stesso anno furono indorate le cornici dell'Altare e l'Altare stesso da Romolo Wirth. Nell'anno 1912 fu invernisciata a smalto tutta la Cappella dai Pittori Guidi Giovanni e Igino, sotto la Direzione del Professore Garofoli Pasquale di Fano, il quale fece i quattro Angeli e il Quadro che rappresenta l'apparizione della Croce a Costantino il Grande. Il medesimo indoratore nello stesso anno fece le stelle d'oro nel soffitto e nel cupolino; nel Luglio 1916 indorò a mosaico i tre archi della stessa Cappella. ALTARE DI S. LUIGI
L'altare di S. Luigi è il 2° a cornu evangeli. È uno dei primi tre altari esistenti fin dai primitivi tempi della Parrocchia ed era dedicato a Maria SS.ma del Rosario. In questo altare come può dedursi da alcune circostanze, circa il 1500 fu istituita la Confraternita del SS.mo Rosario, soppressa poi dal Cardinale Honorati, con decreto 26 febbraio 1787. Muzzi Maddalena nel 1749, lasciò l'obbligo di Messe N.33 all'anno da celebrarsi o in questo altare, o in quello del SS.mo Crocefisso per la durata di 10 anni, ritraendone l'elemosina dalla rendita di una casa. Il legato però venne soddisfatto solamente fino al 1756.
Il 24 Settembre 1888, un secolo dopo la sua soppressione, si ricostituì la Confraternita del Rosario, esponendosi alla pubblica venerazione una statua che un tal Paolini Paris donò alla Confraternita. Fabbricata l'attuale Cappella del SS.mo rosario nel Febbraio 1896, vi fu trasportata la statua. La Cappella che prima era del Rosario, fu poi dedicata a S. Luigi Gonzaga. In essa fino al 13 Settembre 1914, rimase una piccola statua di S. Luigi, in questo giorno però ve ne fu posta un'altra più alta, acquistata a spese di tutti gli uomini e di tutte le donne della Parrocchia che portano questo nome, come risulta dall'elenco esistente in questo archivio parrocchiale. In detto anno il pittore Garofoli Pasquale di Fano nell'ancòna dell'altare fece dei gigli a smalto come si vede oggi.
ALTARE DELLA MADONNA DELLA MISERICORDIA L'altare della Madonna della Misericordia è il 3° a cornu evangeli. Viene mantenuto dalla Confraternita del SS.mo Sacramento. In questo altare esiste un quadro di Maria SS.ma della Misericordia con ornato e ricca cornice, con corona in stato mediocre, che nel 1851 Andrea Guidi cedette alla detta Confraternita per un debito che aveva con essa. Il 21 Ottobre 1855 l'Immagine fu coronata solennemente dall'Emin. Cardinale Domenico Lucciardi vescovo di Senigallia, e, in detto giorno, dopo di averla portata in processione, fu posta alla pubblica venerazione nel 2° Altare a Cornu evangeli, dove attualmente si trova S. Luigi, giacché questo Altare era dedicato a Maria SS.ma del Rosario. In questo Altare di Maria Santissima della Misericordia è stata sempre venerata, ab immemorabili una immagine a rilievo del SS.mo Crocefisso sino al 26 Settembre 1883, giorno in cui venne esposta sull'Altare Maggiore e il 29 d. portata in processione e poi riposta dove si trovava attualmente. ALTARE DI S. ANTONIO ABBATE L'Altare di S. Antonio Abbate è il 4. a Cornu evangeli. È uno dei tre Altari esistenti fin dai primi tempi della Parrocchia. È mantenuto dalla Pia Azienda di S. Antonio Abbate. Non si sa l'anno della costruzione, è certo però che risale oltre il 1582. Si sa che il 26 Maggio 1727 si istituì la Compagnia della Cintura, di cui si fa menzione nell'inventario Cervelli ed esiste il documento con l'elenco delle ascritte, in questo Archivio Parrocchiale. Di questa Aggregazione non si è più parlato; deve essere finita per consunzione. In questo Altare esisteva un Quadro (ora posto in fondo alla navata) rappresentante Maria SS.ma della Cintura, S. Agostino, S. Monica. In un lato del quadro si vede la figura di un Santo che è sempre stato venerato sotto il titolo di S. Antonio Abbate, e fu acquistata dalla celebre ditta Graziani-Collina di Faenza. Il sottoscritto la benedì il 7 Maggio 1908 nella Chiesuola dei Conti di Montevecchio e fatte colà per tre sere devote preghiere, venne solennemente trasportata alla Chiesa Parrocchiale il 10 di detto mese.
ALTARE DI MARIA SS.MA ADDOLORATA L'altare di Maria SS.ma Addolorata è il primo a cornu epistolae. Viene mantenuto dalla Confraternita di Maria SS.ma Addolorata. Questa Cappella fu fabbricata a spese del Parroco scrivente nell'Agosto 1899. La statua dell'Addolorata, lavoro di Graziani - Collina di Faenza, fu donata da un fedele di Monteporzio. Con autorizzazione del Vescovo Diocesano fu benedetta dal sottoscritto nella Chiesuola il 29 Dicembre 1898 ed il primo Gennaio dell'anno seguente fu trasportata processionalmente alla Parrocchia, dopo tre giorni di preghiere fatte nella predetta Chiesuola. Il 26 Aprile 1900 fu canonicamente eretta la confraternita che oggi conta ascritte.
ALTARE DELLA MADONNA DEL CARMINE L'altare della Madonna del Carmine è il secondo a cornu epistolae. Non si conosce l'epoca della costruzione, ma nell'inventario di don Benedetto Sampaoli, 30 Marzo 1715, si dice che fu restaurato da P. Camillo di Montevecchio della Congregazione di S. Filippo. In questo Altare c'è sempre stato un quadro di Maria SS.ma delle Grazie con il Bambino; S. Francesco e S. Maria Maddalena. Nel 1708 il detto P. Camillo tolse di qui tale immagine e la fece porre nell'Altare del del SS.mo Crocificco.
Vi fece porre però una statua di marmo col Bambino in braccio fatta venire a proprie spese e che costò scudi 80 e per ordine di Mons. Vescovo di Senigallia fu benedetta dal Reverendo Pievano di Castelvecchio. Tale statua vi è anche al presente e si venera sotto il titolo di Maria SS.ma del Carmine. Per ragioni di simmetria, a detta Cappella è stato tolto l'arco di pietra e il prospetto di detto Altare, ugualmente in pietra che è stato posto nell'Altare del Rosario.La festa del Carmine si celebra il giorno 16 Luglio. I nomi dei fedeli che si ascrivono all'Abitino del Carmine vengono subito inviati al P. Priore dei Carmelitani in Senigallia, perciò in Parrocchia non vi è un Registro regolare.
In questa Cappella nel 1638 fu istituito un Legato di Messe da Mastro Francesco Barbieri coll'obbligo di una Messa per settimana; per questa soddisfazione il Barbieri diede cento scudi, consistenti in un censo di egual somma. Questo censo dopo alcuni anni fu estinto, ed i cento scudi nell'anno 1657 furono dati ad un certo Grossi Girolamo e li fondò in una casa e in un appezzamento di terreno nel territorio di Monteporzio: ma il Grossi si accorse che il terreno era enfiteutico, spettante all'Abbazia di S. Lorenzo in Campo e la casa era ridotta in pessimo stato. Mancando così i mezzi disponibili il Legato rimase sospeso.
Il Conte Astorre di Montevecchio per fare cosa grata alla Chiesa ed al Parroco D. Domenico Sampaoli, con atto 10 dicembre 1689, prese la casa diroccata del valore di 50 scudi e diede alla stessa Cappella un appezzamento di terreno del valore di scudi 90, donando il di più alla Chiesa coll'obbligo di soddisfare il Legato Barbieri. Anche oggi in quell'appezzamento di terreno si paga un canone di L. 1,06 annue all'Ufficio di Registro di Pergola: il terreno è precisamente quello dove è posta la casa colonica di Caprini Tommaso.
Per questo terreno del suddetto Conte Astorre si dovevano celebrare Messe a seconda della rendita, detratte le spese. Con decreto della S. Congr. del 5 marzo 1701 e decreto esecutivo del 22 Novembre 1702 furono ridotte a trenta le Messe da celebrarsi per l'anima di Francesco Barbieri. A questa Cappella è annesso anche un altro Legato di Messe N. 20 al mese per le anime del Purgatorio, lasciato da P. Camillo di Montevecchio, in forza del Testamento 20 marzo 1710, aperto il 7 dicembre 1711.
Egli dotò questa Cappella di un terreno del valore di scudi 1300 del vocabolo Falcineto, ora Palazzina che viene coltivato da Canestrari Domenico. Per la celebrazione delle suddette Messe, fu eletto il Cappellano, dallo stesso P. Camillo, che fu precisamente don Pierluigi Pier-Santi, sacerdote del luogo di anni 53. Egli era obbligato a celebrare 20 Messe al mese e aveva l'obbligo di confessare in tutte le Domeniche e Feste e di solennizzare la festa dell'Assunzione con Messe N. 5. Il Pievano Cervelli però nel suo inventario 1 Luglio 1845 dichiara che fino a quell'epoca, tanto il Legato annesso all'Altare Maggiore, quanto questo, non sono stati mai soddisfatti.
Allora Mons. Vicario Generale di Senigallia, discussa la causa tra il Parroco rappresentante dei legati e il Conte Francesco erede del Padre Camillo pronunciò sentenza favorevole a quest'ultimo, perché i beni lasciati da P. Camillo non erano liberi, cioè erano soggetti all'investitura. Detto Mons. Vicario il 27 settembre decretò in via Provvisoria di vendere i beni liberi, mobili di casa ecc. e si ricavarono scudi 852, che nello stesso giorno furono a mezzo di due censi; l'uno di scudi 750 e l'altro di 102, che davano una rendita di scudi 28,50 all'anno. Questa somma veniva depositata presso il Monte di Pietà di Senigallia dal Conte Francesco di Montevecchio.
La detta somma doveva servire per celebrare tante Messe coll'elemosina di un paolo, ed un bajocco per gli utensili, detratte le spese per la manutenzione della Cappella e dell'Altare. Ma restando cosa incommoda al Parroco il ritirare detta somma a Senigallia, il Vicario Generale di quel tempo, il 31 gennaio 1876, decretò che il conte Francesco dovesse versare la somma direttamente al Parroco pro tempore. Così si continuò fino al 1802 epoca in cui morì il conte Francesco che lasciò eredi i conti Antonio e Gaetano, il quale ultimo non avendo accettata l'eredità si rifiutò di pagare la sua metà di scudi 14,25. Il conte Antonio, riconosciuto giusto il lamento del fratello, pagò l'intera somma fino all'anno 1810. Morto il Conte Antonio, ed i figli Conte Francesco, Rinaldo e Rodolfo avendo rifiutato l'eredità, la Chiesa più nulla ricevette di quanto le aspettava in forza dei Legati del P. Camillo. I Parroci antecessori al Cervelli, tentarono rivendicare questo diritto, ma nulla ottennero fino dal 1811, quantunque ancora esista la possessione in questo territorio di Monteporzio col vocabolo Palazzina e l'altro corpo di terreno ivi annesso. Nel 1899 il Parroco scrivente fece conoscere la cosa alla Sig.ra Contessa Teresa di Montevecchio in Scarselli, figlia del Conte Francesco, affinché essa compensasse la Parrocchia dei danni avuti da suo padre e zii, per avere rifiutata l'eredità paterna; perché come erede e posseditrice del fondo su cui gravava il Legato, ora la soddisfazione sarebbe spettata a lei. La suddetta Contessa Teresa, non esitò di pagare al sottoscritto L. 4000, coll'obbligo di pagare ad essa gli interessi del 4% vita naturale durante, e, appena avvenuta la sua Morte di far celebrare Messe N. 10 all'anno per 50 anni e di sanare tutte le mancanze dei genitori e zii. La morte della Contessa avvenne il 3 febbraio 1903 e da quell'epoca si incominciò il pio Legato di Messe che dovrà terminare nell'anno 1952. La condizioni espresse furono accettate dallo scrivente e dall'autorità Ecclesiastica. Detta somma fu adibita per alzare la Chiesa Parrocchiale e metterle come oggi si trova altre navate. Alle quattro mila lire se ne dovettero aggiungere altre 2000, come risulta dal regolare collaudo del Perito Leopoldo Sbrozzi di Orciano. ALTARE DEL SS.MO ROSARIO L'Altare del SS.mo Rosario è il 3. a cornu epistolae. È mantenuto dalla Confraternita del SS.mo Rosario, nuovamente istituita il 24 Settembre 1888. Cappella e Altare vennero fabbricati nel Febbraio 1896 a spese del sottoscritto, dei fedeli, e della Confraternita che concorse con L. 120. In questo Altare esiste la statua di Maria SS.ma del Rosario, donata da Paris Paolini nel 1903, e il 18 Ottobre 1902 Giammarchi Oreste di Fano indorò la cornice. Come si disse sopra, la prospettiva dell'Altare è di marmo e fino al 1899 era stata sempre nell'Altare del Carmine, ma in Questo anno fu posta in Questo per ragioni di simmetria con l'altra navata. ALTARE DI SANTA EUROSIA L'Altare di S. Eurosia Vergine e Martire è il 4. a cornu epistolae. Questa Cappella, che fu fabbricata come quella del Rosario e alle stesse condizioni, viene mantenuta dalla pia Azienda di S. Eurosia. Di questa Santa si celebra la festa il martedì dopo Pentecoste. L'Altare ha la nicchia dove è riposta la statua in legno di S. Eurosia. Non si conosce l'epoca in cui fu posta in venerazione; si nota però che nell'inventario di don Benedetto Sampaoli 30 Marzo 1715, non si parla della Santa, e si dice che nella Chiesa non esistono Reliquie di sorta. Non si conosce l'autore della Statua, dicesi però sia il medesimo di quella di S. Giustina in Mondolfo. Nell'inventario 12 Aprile 1739 di P. Matteo Sampaoli si dice che in questa Chiesa vi è la sola Reliquia di S. Eurosia e non si fa menzione della statua. Nell'inventario di don Sante Ducci del 6 Settembre 1796, si dice che esiste la statua di S. Eurosia fatta di particolari devoti, come si esprime nella memoria da lui lasciata. Il Conte Francesco di Montevecchio in una dichiarazione che trovasi nel principio del libro di amministrazione di questa pia Azienda e precisamente nel 1849, dice che l'istitutore della Festa di S. Eurosia è stato il Conte Francesco di Montevecchio che a proprie spese fece scolpire in legno la statua della Santa. Il Conte Francesco morì nel 1802. Per concludere, allo scrivente sembra che la statua di S. Eurosia sia stata fatta circa il 1750, e in quell'epoca sia istituita anche la festa. Nella suddetta dichiarazione si dice che S. Eurosia è la Comprottettrice della Parrocchia, ma non esistono documenti che lo comprovino. IL BATTISTERO In fondo alla navata a sinistra di chi entra, di prospetto all'Altare del SS.mo Crocifisso, esisteva il Battistero a forma di credenza e vi rimase fino al Settembre 1899. In quest'epoca si fece una nuova nicchia in fondo alla stessa navata, a cornu evangelii dell'Altare di S. Antonio Abbate e vi fu posto il Battistero di pietra, lavorato da Fabbri Achille di Fano, il 30 Agosto 1889.
Tratto da "Monte Porzio e Castelvecchio nella storia" Mons. Alberto Polverari
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