|
MENTRE PREGAVA IL SUO VOLTO CAMBIÒ D'ASPETTO
Siamo davanti a una teofania, irruzione del divino nelle pieghe della storia umana. Gesù trasfigurato, grande rivelazione di speranza nel cammino quaresimale, ha sia i segni dell'umanità (i suoi lo riconoscono) che quelli abbaglianti della divinità: non può essere descritto se non con l'immagine della luce che emana dalla sua Persona. Gesù è l'adempimento della promessa ad Abramo (I lettura), il compimento della Legge e della Profezia (Mosè ed Elia). I tre testimoni dell'evento della Trasfigurazione sono meravigliati e impauriti: il cammino di fede è ancora lungo, ma a loro e a noi è chiesto di riconoscere in Gesù il Figlio (Dio come il Padre), l'Eletto (Messia rivelatore del progetto di Dio), Salvatore che deve essere accolto e ascoltato. I discepoli vorrebbero prolungare quel momento, attratti dalla luce della cittadinanza celeste (II lettura). Ma c'è ancora un esodo da compiere, un passaggio da vivere: per Gesù e anche per loro. E allora l'entusiasmo fa spazio al silenzio: non hanno ancora capito tutto ma si fidano, come fece Abramo. La storia della salvezza è alla sua grande svolta e attende il nostro "sì". da "la domenica" Maria Teresa Magnabosco
|