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Salviamo il calore della cena in famiglia PDF Stampa E-mail

Salviamo il calore della cena in famiglia, di don Antonio Mazzi

È uscito da poco Manuale per apprendisti genitori scritto da don Pino Pellegrino. Spigolo alcuni consigli e ve li propongo. Salviamo la cena e la cena salverà il calore della nostra famiglia anche con i termosifoni spenti. Esagerato? Credo di no. Il pasto serale unisce di più di quello del mezzogiomo. Di sera, infatti, è più facile avere pensieri di pace, essere piu quieti e rilassati. Dunque, facciamo della cena, consumata con tutta la famiglia, un punto fermo dell'arte di educare. Concordiamo che nessuno manchi e tutti siano puntuali. A tavola non si fanno "prediche”, né interrogatori per indagare su un insuccesso scolastico. Piuttosto, raccontiamo come è andata la giornata. Tutti possono parlare, anche il bambino della scuola d'infanzia. Le battute e le scemenze sono d'obbligo. Nessuno dica:

«Qui comando io! Tu non capisci niente». A tavola si ride. Niente è più bello e più simpatico di una famiglia che ride attorno a una tavola. A cena non controlliamo troppo i gesti e i modi: non siamo esigenti sul galateo; interveniamo solo quando e proprio necessario. La famiglia vive più di spontaneità e di allegria che di pulizia. Abbasso gli slogan materni: “Giù i gomiti, non si parla con la bocca piena, si chiede per favore, smettetela di litigare, siediti composto...”. Non insistiamo fino alla noia perché i bambini mangino. Liturgia inutile. Tutti i bambini del mondo si sono messi d'accordo di non mangiare, se vengono troppo supplicati. E se mangia poco? E se non mangia la bistecchina? Non è detto che mangiare tanto sia condizione indispensabile per godere di buona salute. Quando il bambino avrà fame, mangerà. A tavola ci si guarda negli occhi. Quindi non si guarda la televisione. Su questo punto è bene essere decisi. Non mettete la televisione in cucina, né tantomeno lasciate acceso il telefonino vicino al piatto del papà. Il guadagno che si ha dalle chiacchierate è infinitamente superiore al miglior programma televisivo. Una battuta, una valutazione lasciata cadere, senza preavviso, possono educare (non dico "istruire”) più d'un trimestre di scuola. Aveva ragione lo scrittore tedesco Johann P. Ri
chter a dire che “le parole che un padre dice ai figli nell'intimità della casa, nessun estraneo le sente al momento ma, alla fine, la loro eco raggiungerà i posteri”. Se è possibile, qualche volta allarghiamo la tavola agli amid dei nostri figli, oppure aggiungiamo un posto per qualcuno che non ha posto. E in ultimo: sarebbe peccato mortale lasciare del cibo nel piatto.

 

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