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Lettera del Parroco alle famiglie in occasione della Pasqua PDF Stampa E-mail

Il Triduo Pasquale: centro dell’anno liturgico e della vita cristiana. La nostra fede nasce dall’esperienza del Cristo risorto

Carissime famiglie, vecchie e nuove, della Comunità cristiana che vive in Monte Porzio,

quando viene annunciata la data della Pasqua nel giorno dell’Epifanìa, dopo l’omelìa, il celebrante proclama: «Il centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso e risorto». Il mistero della morte e risurrezione del Signore conferisce senso e direzione alla storia umana, riscattandola dalla sua frammentarietà e dispersione. Il Triduo non è una sorta di preparazione alla Pasqua, come la novena di Natale o altri simili periodi che precedono le grandi festività cristiane. Il Triduo, nella sua unità, è lacelebrazione della Pasqua: la quale si celebra in tre giorni. Come già scriveva sant’Agostino verso il 390 d.C., è il triduo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore. I tre giorni sono dunque quelli del venerdì in cui si commemora la morte del Signore, il sabato con il riposo di Gesù nel sepolcro e la sua discesa agli ìnferi, e la notte di veglia con la domenica di risurrezione.
Questi tre giorni vengono però contati secondo la consuetudine ebraica: iniziano non con l’alba, ma con il tramonto del giorno precedente e giungono fino al tramonto del nuovo giorno. In tal modo, il Triduo si apre nella sera del giovedì santo con la celebrazione della Cena del Signore, nella quale Gesù ha interpretato la sua morte imminente attraverso lo spezzare e il mangiare il pane e il vino, segni del suo corpo donato per noi, consegnandoli poi alla sua Comunità come memoriale della sua Pasqua per sempre. La successione di questi tre giorni non deve frammentare l’unità della Pasqua. Nei tre giorni celebriamo l’unico mistero pasquale: l’unica ora di passione, di discesa nel silenzio della morte e di risurrezione.
Il Signore Gesù è morto non solo “per noi” ma “con noi”, perché in ogni situazione della nostra vita, anche in quelle più dolorose, possiamo essere “con Lui”. Il triduo pasquale è questo oggi, questo unico giorno di salvezza in cui Gesù muore con noi per farci essere con Lui nella vita divina e per insegnarci a vivere “con” gli altri e “per” gli altri.
Tutto questo fa parte della vita cristiana. Per viverla bisogna farne l’esperienza, come i primi discepoli del Signore, esperienza viva e vitale, appunto: “esperienza pasquale”.
E’ l’augurio e il saluto che rivolgo a tutti. Shalom!
Il parroco (don Luigi)

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Cristo è risorto!
Christòs anésti !
Hristos voskres!

Il parroco porge a tutte le famiglie
i più fervidi auguri di

Buona Pasqua!
Pesach tov!
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