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LA FESTA: UN TEMPO CHE LIBERA DALLA SCHIAVITU' DEL PROFITTO Giù le mani dalla Domenica, perchè far festa è igiene mentale. Ogni tanto si deve staccare la spina, per restare normali. Le nostre settimane sono bestiali: la sveglia che suona, il figlio che rompe, la fila in automobile, il principale, la scrivania, la produzione... Tensione, scontento, banalità, sgomitate. A sera il ritorno: code, incidenti, stereo, televisione. Stanchi, nervosi, intrattabili, senza alcuna voglia di baciare nessuno. Non siamo macchine in mano ai mercati beffardi. Recuperiamo la nostra umanità. Torniamo a sorridere... Far festa significa godersi la famiglia, bloccare la sveglia, dimenticare la macchina in garage, leggere un libro, andare a teatro, vedere la rosa che cresce... Far festa significa suonare la chitarra, parlare, fare cose semplici... Far festa significa soprattutto abbandonarsi al Trascendente. Pregare fa bene al corpo, alla mente; cantare fa bene al cuore. Se guardiamo in alto, diamo misure meno stupide alla vita quotidiana, ridotta a banalità, perchè svuotata dal superenalotto. La sete di infinito va sprigionata. Scoprire che c'è un Padre che vale più di ogni oroscopo, rende la nostra vita più ragionevole, più feconda, più tenera, meno infelice, più felice. don Antonio Mazzi
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