|
LA DOMENICA <<Occorre dare particolare rilievo all'Eucarestia domenicale e alla stessa Domenica, sentita come giorno speciale della fede, giorno del Signore risorto e dono dello spirito, vera Pasqua della settimana. La salvaguardia della Domenica pone i cristiani di fronte alla sfida di testimoniare, spesso in condizione di solitudine e di difficoltà, gli aspetti specifici della propria identità... Il giorno del Signore diventa diventa anche giorno della Chiesa>>. Giovanni Paolo II "Nuovo millennio inuente", n. 35-36
La Domenica è il giorno che fa la differenza. Lo spazio e il tempo della celebrazione eucaristica domenicale è importante per il futura della comunità cristiana. Siamo consapevoli di una crisi del "Giorno del Signore", dovuta soprattutto a una mancanza di coscienza del suo significato e a una banalizzazione o mondanizzazione dello stesso da parte dei credenti. Per i cristiani la Domenica è giorno imprescindibile, in quanto memoria della resurrezione di Cristo, evento fondante la loro fede; e giorno in cui visibilizzare comunitariamente attorno all'Eucarestia, in uno stesso spazio e in uno stesso tempo, il loro essere "corpo di Cristo" nella storia. Giorno dunque della testimonianza cristiana, giorno come bisogno di una vita cristiana coerente, giorno che contribuisce anche a salvaguardare un'istanza antropologica e non solo di fede: la dimensione festiva dell'uomo. E la festa è, di per sè stessa, comunitaria perchè richiede la possibilità spazio-temporale di incontrare l'altro. Così il celebrante la Domenica sottrae l'uomo al dominio tirannico del tempo, contesta il prevalere del dato economico sulle esigenze della polis e dello spirito. Spazio e tempo da condividere nella gratuità, perchè la vita riacquisti il suo sapore e si riorienti alla trascendenza. Allora i cristiani potranno liberamente e comunitariamente confessare la signoria di Dio sulle loro vite e annunciare la morte del loro Signore, proclamare la resurrezione, nell'attesa della sua venuta. Enzo Bianchi, priore del monastero di Bose
|