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Pedofilia e Chiesa. il vero scandalo. PDF Stampa E-mail

di Gerolamo Fazzini  

Il notevole numero e la variegata distribuzione geografica dei casi di pedofilia di cui, nel corso degli ultimi decenni si sono macchiati vari esponenti della Chiesa cattolica, sono tali che non è possibile considerarli episodi isolati. Siamo in presenza di un fenomeno grave e preoccupante in sé, a prescindere dall'eco mediatica che tale fenomeno ha provocato.
La determinazione stessa con la quale la Santa Sede è intervenuta sul problema -  con l'apposita "Guida alle procedure" che applica quanto previsto dal motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela del 2001 - dimostra che ci si trova di fronte a un'autentica piaga (in senso rosminiano) della Chiesa attuale.
Detto questo, esiste una strumentalizzazione mediatica del caso? È in atto un attacco al Papa? Certo che sì. C'è la tentazione, specie di alcuni grandi media, di delegittimare la Chiesa in quanto tale, attaccando l'operato di alcuni

suoi membri (tanto quelli che si sono macchiati del reato di pedofilia quanto coloro che, negli anni, li hanno incredibilmente coperti)? A parere di chi scrive sì, e i segnali sono molteplici. Legittimo, dunque, e sacrosanto che i fedeli si stringano attorno al Santo Padre in segno di solidarietà e affetto.
Ma possiamo, dobbiamo fermarci qui? Basta gridare al complotto e chiamare all'abbraccio a Benedetto XVI?
A me pare che lo scandalo della pedofilia nella Chiesa costituisca un'occasione provvidenziale perché la Chiesa cattolica, in quanto tale, rifletta sulla sua natura e missione.
In altre parole: mai come in questi casi, la Chiesa può riscoprirsi qual è davvero, casta et meretrix, forte della Grazia, ma debole perché fatta di uomini e donne che portano il tesoro del Vangelo in vasi di creta. Dobbiamo temere di ricordarlo e di ammetterlo ad alta voce? Io credo di no, se davvero siamo convinti che la Chiesa non è un'istituzione umana, un centro di potere in mezzo ad altri che, come tale, si sente attaccato e ha paura di perdere consensi o forza. Del resto, si è mai vista nella storia una società in cui, poco dopo la sua fondazione, uno dei 12 azionisti si sfila dal CdA, vende il Capo alla concorrenza e, ciononostante, essa continua imperterrita a esistere e "mietere utili" per duemila anni?
È questo il vero scandalo: che ci sia un Dio che continua ad amare una Chiesa fragile, imperfetta, fatta di uomini peccatori. Che ci sia un Dio che continua ad avere bisogno dell'uomo, ben conoscendone i limiti e gli errori.
Forse allora, ai fini di una credibile testimonianza al Vangelo (ossia ciò che più dovrebbe starci a cuore come credenti), sarebbe più utile riconoscere tutto ciò, senza arroccamenti di sorta. Meglio accorgersi della Grazia che dolcemente e inesorabilmente ci assedia (quella sì!). E, di conseguenza, chiedere perdono unilateralmente dei peccati commessi, proprio perché fiduciosi di una misericordia assai più grande delle nostre colpe.
Perché non osare un gesto del genere? Perché si insiste, invece, nella battaglia mediatica, usando argomenti (come il nesso omosessualità-pedofilia) che producono - come reazione - un fastidioso senso di Chiesa assediata?
Non è di questo che abbiamo bisogno. Bensì di una Chiesa umile, salda nel suo amore a Pietro, ma insieme fiera e forte della debolezza del Vangelo.
 

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