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PASSIO CHRISTI PASSIO HOMINIS di Giuseppe Orsini Giorni fa sono stato a Torino con la famiglia per l’Ostensione della “Sindone di Gesù Nazareno”. Per me è la quarta Ostensione della Sindone. Con immutato stupore, come la prima volta, nel 1978. Ne scrivo solo ora per evitare l’influenza della indubbia commozione: la visita in Duomo è avvenuta martedì 27 aprile. Ma emozione e commozione non scemano! “Passio Christi passio hominis” Questo il motto scelto dal Cardinale Severino Poletto, Arcivescovo di Torino, per l’Ostensione del 2010. Poletto ha inteso collegare Passione, Morte e Resurrezione del Signore alla sofferenza dell’uomo – anch’egli destinato alla resurrezione - di ogni tempo e luogo. La Sindone, che quasi duemila anni fa ha avvolto la salma di un uomo crocifisso, testimonia quanto raccontano gli evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Gesù fu crocifisso verso mezzogiorno di un venerdì di aprile (presumibilmente nel 30 dC) e spirò verso le tre del pomeriggio. Venuta la sera (era la vigilia della Pasqua ebraica), Giuseppe d’Arimatèa, autorevole membro del Sinedrio, chiese a Ponzio Pilato di poter seppellire Gesù nel suo sepolcro nuovo, scavato nella roccia a poca distanza dal Golgota. Ottenuto il permesso, deposto il corpo di Gesù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo acquistato appositamente e lo mise nella sua tomba (Gv 19, 38-42). Da quel momento, Gesù rimase nel sepolcro per due notti ed un giorno (33/36 ore) fino all’alba della domenica. Sulla Sindone è impressa l’immagine del corpo che ha avvolto. Non c’è traccia di decomposizione, né del corpo, né del lino che lo ha avvolto. Storia evangelica (Gv, cap. 19 e 20) e testimonianza visiva (Sindone) Ho rivissuto Passione, Morte e Resurrezione di Cristo seguendo il Vangelo di Giovanni, allora giovanissimo discepolo (sì e no diciannovenne all’epoca) al quale Gesù – morente sulla Croce – affidò sua
Madre, presente anche Essa ai piedi della Croce ed al momento della sepoltura. Giovanni fu anche il primo apostolo a giungere nel sepolcro vuoto, dove vide la Sindone, anch’essa vuota del corpo che aveva avvolto, prova della Resurrezione di Cristo. Giovanni “vide e credette” (Gv 20,8). Giovanni, non Pietro! Solo Giovanni aveva visto come era stato deposto il corpo di Cristo. E vide il telo vuoto . . . E la sua “testimonianza è vera” (Gv 19,35). Insieme a Giovanni, ho visto, ho creduto, ho pregato. E pianto. Come me, molti altri. Le mie quattro visite alla Sindone (negli anni 1978, 1998, 2000 e 2010) sono state tutti atti di fede. Personali. Quanto scrive Giovanni nei Capitoli 19 e 20 del suo Vangelo è tutto fedelmente “impresso” nella Sindone, che contiene anche il sangue versato da vivo per la flagellazione, l’imposizione della corona di spine, le ferite causate dalle cadute sulla “Via dolorosa”, le abrasioni sulla schiena causate dal trasporto del supplizio, le ferite dei chiodi nei polsi e nei piedi. Ripeto: sangue di persona viva . . . Nella Sindone c’è anche il sangue di una persona già morta: quello uscito dalla ferita della lancia nel costato da dove uscirono “sangue ed acqua”! Osservazioni e dimostrazioni esterne al Vangelo di Giovanni La composizione della salma con la mano destra sopra quella sinistra è una significativa differenza dal costume ebraico, segno evidente che il “condannato a morte” era ritenuto uomo giusto da chi ha composto il corpo per la sepoltura. Sulla Sindone c’è traccia del certificato di morte e sepoltura di un “condannato a morte”. Tutto è spiegato da Barbara Frale: ne parlo nell’articolo “La sindone di Gesù Nazareno”, riportato nella Rassegna Stampa del sito www.movimentoelia.org. Note di cronaca - Significativa l’appendice artistico-religiosa alla ostensione della Sindone del 2010. Parlo della Mostra “Gesù. Il corpo, il volto nell’arte”, realizzata nella ristrutturata e spettacolare Reggia di Venaria. La mostra, curata da Mons. Timothy Verdon, ed aperta fino al 1 agosto 2010, presenta opere di Mantegna, Giorgione, Tintoretto, Guercino, Rubens, Michelangelo ed altri. - Grande la partecipazione alla Ostensione della Sindone, anche nei giorni feriali. Si prevedono oltre due milioni di visite prenotate fino al 23 maggio, ultimo giorno della Ostensione. Da aggiungere i 70.000 visitatori non prenotati ogni settimana! - Le spese, 5 milioni di euro circa, sono state coperte da Regione Piemonte, Comune e Provincia di Torino, CEI (Conferenza Episcopale Italiana), Fondazione Cassa di Risparmio e Compagnia San Paolo di Torino. Espropriare la Sindone, donata al Papa da Umberto II di Savoia nel 1983? Concludo con una nota veramente stonata per il comune sentimento religioso, proprio dell’Italia. Ecco il fatto. I radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, eletti senatori nelle liste del Partito democratico, hanno presentato una “interrogazione” al governo per «riaffermare la proprietà dello Stato sulla Sindone». Evito commenti. Per carità di patria. Per saperne di più, rimando a quanto ha scritto Antonio Socci sull’argomento: “Pazza idea dei Radicali: espropriare la Sindone”, sul sito www.movimentoelia.org, voce: “Ospiti” – Antonio Socci. |
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